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L’intervista. De Turris: “L’Argonauta? Cultura a 360 gradi nell’Italia conformista”

Pubblicato il 10 aprile 2014 da Paolo Corsini
Categorie : Cultura Le interviste
Quadro di Francesco Paolo delle Noci, raffigurante gli Argonauti

Quadro di Francesco Paolo delle Noci, raffigurante gli Argonauti

Rai RadioUno ha scelto di sospendere (o chiudere) la trasmissione culturale l’Argonauta, unico spazio-laboratorio di culture non conformiste nella radio televisione pubblica. Barbadillo.it ha seguito e sostenuto questo programma e continuerà a dare voce a chi in Italia vuole distinguersi dalle parrocchie egemoni non solo con i proclami, ma anche con la quotidiana costruzione di una narrazione alternativa, politica, culturale e spirituale. Riconoscendoci nelle parole di Giasone, Gianfranco de Turris, pubblichiamo l’intervista che ha rilasciato a Paolo Corsini nell’ultima puntata dell’Argonauta. mdf

Paolo Corsini. Ed eccoci dunque alla fine, la parola fine ha sempre un gusto amaro. E’ vero, i vecchi  direttori capo quando iniziavi la professione da ragazzino ed entravi in redazione da  abusivo, una delle prime cose che ti insegnavano era di non affezionarti troppo a quello che ti pubblicavano, tanto il giorno dopo con quel giornale ci si sarebbero incartate le uova. Noi che facciamo radio siamo ancora più abituati all’effimero. Il nostro lavoro è un soffio che si disperde nel vento però dopo 12 anni di presenza settimanale, dirla questa parola fine è difficile. E allora l’unico modo che ci pare sensato è farlo con Giasone in persona, colui che l’Argonauta l’ha ideato, creato e portato avanti per molti anni prima di passarmi il testimone.
Gianfranco de Turris, come è iniziato il tutto?

de turris

Gianfranco de Turris

De Turris. Siamo partiti con la mia proposta  all’allora direttore del Tgr di Radio Uno, Bruno Socillo di creare una trasmissione culturale contro corrente che aggiornasse gli ascoltatori su tutto quanto si facesse in un settore di cultura di solito ignorato, sia perché di tipo troppo popolare, dal fantastico ai fumetti, diciamo così, dall’avventura all’esoterismo, sia perché di posizioni culturali contro corrente.

Corsini. Io ho raccolto il tuo testimone, tu sei stato l’ideatore di questo programma. Un programma in cui come tu dicevi si trovano cose che non si leggono sulle pagine culturali dei grandi giornali né si sentono nelle altre trasmissioni non solo radiofoniche, ma penso a tutti i tipi di trasmissione della Rai.

De Turris. Sì, purtroppo devo dire che è così. E’ un fatto di cui posso vantarmi di cui si possono vantare quelli che mi hanno aiutato a mandare in onda la trasmissione per tanto tempo. Il fatto di occuparsi di cultura a 360 gradi dovrebbe costituire quasi la normalità del giornalismo culturale italiano, cosa che purtroppo non è. Il giornalismo culturale italiano è un giornalismo settoriale, spesso anche fazioso, non dobbiamo avere paura di dirlo.

Corsini. Eppure appunto senza paura posso dire e credo che tu possa confermare, che questa trasmissione nel suo piccolo di pochi minuti a settimana in un palinsesto ampio, aveva un suo pubblico e un suo riscontro. Molte mail, ma anche molta gente che nel corso di conferenze, incontri e dibattiti o semplicemente parlando per strada, sentiva la trasmissione e la apprezzava.

De Turris. In più aggiungi che questa trasmissione inizialmente andava in un orario pomeridiano cioè dopo il giornale radio delle 18 e 30, ed era ascoltata da persone che erano in macchina. Spostata poi all’orario in cui va adesso ha mantenuto abbastanza i suoi ascoltatori anche se sono completamente diversi. In un caso e nell’altro ha mantenuto il suo apprezzamento nell’ambito di coloro a cui queste cose interessano e si appassionano a certi argomenti.

Corsini. Ma forse anche di chi non ha questo interesse perché certe cose non le può sentire o leggere da altre parti.

De Turris. Sicuramente hai ragione tu, forse sono stato un po’ troppo riduttivo. Io ho sempre scritto è detto che in Italia il difetto peggiore è il conformismo. Il conformismo di qualsiasi genere e se si è conformisti non si ha il coraggio di varcare certi confini.

Corsini. Speriamo che questo sia solo un approdo per rimettere la nave in cantiere e rialzare le vele verso altri arcipelaghi e altri lidi.

De Turris: Spero proprio di sì. Se il direttore ha il convincimento che questa trasmissione sia utile, che copra uno spazio che nessun altro copre e possa avere un interesse per il pubblico degli ascoltatori radiofonici, visto che non ci sono equivalenti né alla radio né soprattutto alla televisione, come hai inizialmente detto, ebbene spero che questa sia solo un’entrata in porto per una messa a punto e che possa ripartire nella stessa forma, ma anche diversa. Naturalmente dopo tanti anni ha bisogno di un aggiornamento anche alle nuove situazioni.

Corsini. Visto quello di cui ti sei sempre occupato e del lavoro che hai fatto in Italia io vorrei chiudere questa trasmissione con le parole dello stregone Gandalf ai porti Grigi alla fine del Ritorno del Re, terzo libro della trilogia del Signore degli Anelli.

De Turris: mi fai un grande onore.

Addio miei coraggiosi Hobbit, la mia opera è terminata. Qui infine sulle rive del mare si scioglie la nostra compagnia. Non vi dirò non piangete, perché non tutte le lacrime sono un male.

@barbadilloit

Di Paolo Corsini

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