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Esteri. Trionfa Orban e l’Ungheria non cambia verso: si conferma euroscettica

Pubblicato il 7 aprile 2014 da Redazione
Categorie : Esteri
orban

Viktor Orban festeggia con un “selfie” il trionfo registrato alle urne

L’Ungheria non cambia verso e si conferma eurocritica più che mai. Lo ha fatto sostenendo massicciamente alle urne il partito del premier in carica Viktor Orban: i conservatori del partito Fidesz raggiungono infatti una maggioranza di due terzi nel Parlamento con il 48%: 133 o 135 seggi su un totale di 199. L’opposizione di sinistra – Alleanza democratica – che si candidava per battere il governo “scettico” sulle politiche di Bruxelles, ha raggiunto un risultato piuttosto modesto, attorno al 25% dei voti. Terza forza ungherese è il partito nazionalista Jobbik che si attesta intorno al 20%, segnando un ulteriore avanzata.

Una vittoria significativa, questa di Orban, che conferma come sia stata premiata la prima legislatura del leader nazionalconservatore che ha spinto molto sul tasto sovranista criticando l’impianto dell’Europa di Bruxelles. La stessa stampa europea, che negli anni aveva dipinto Orban alla stregua di un dittatore tout court (per alcune scelte sull’informazione ma soprattutto per la decisione di inserire in costituzione semplicemente “Ungheria” togliendo la dizione Repubblica), sembra tirare un sospiro di sollievo nel momento in cui si temeva il boom, a scapito delle sinistre, del movimento Jobbik.

Dal punto di vista economico Orban – che ha stretto da tempo rapporti strategici con la Russia di Putin – ha portato a casa risultati innegabili: dal taglio delle bollette, all’aumento dell’occupazione grazie alla capacità di utilizzo dei fondi di coesione Ue. Accanto a questo hanno influito di certo le politiche sociali e la riforma che ha rinazionalizzato alcuni asset strategici tra cui la Banca centrale. Tutto questo nonostante Orban con il suo partito facciano parte di quel Ppe (lo stesso Helmut Kohl ha partecipato alla campagna elettorale con un saluto al suo amico premier) a trazione tedesca protagonista in negativo della ventata di austerity che ha depresso il Sud Europa. Ma in Ungheria, a quanto pare, non si sono fatti coinvolgere.

@barbadilloit

Di Redazione

3 risposte a Esteri. Trionfa Orban e l’Ungheria non cambia verso: si conferma euroscettica

  1. Ls sinistra oggi è rappresenta in Ungheria dalla destra radicale ultra-nazionalista di Jobbik, cosi’ come in Francia “la sinistra nazionale” ( contro le sinistre radical-scic internazionaliste)è rappresentata dalla Le Pen. basta vedere laddove il Front National miete voti.
    Se in tutta Europa le Destre Radicali sapranno farsi (oltre le derive nazional-populiste) ” Sinistra Nazionale ” anche contro (e soprattutto) contro le destre moderate, avremo in mano la chiave dell’amancipazione dei popoli europei contro il Mondialismo.
    Riconoscere il nemico principale nelle destre moderate liberali e nelle sinistre radical-mondialiste legate entrambi ai poteri dell’alta finanza apolide.

  2. “Riconoscere il nemico principale nelle destre moderate liberali e nelle sinistre radical-mondialiste legate entrambi ai poteri dell’alta finanza apolide”.
    Quotone…………..su questo punto pero!, su altro non sono propriamente d’accordo. Il FRont National francese e’ una “sinistra nazionale” per modo dire, non certo chavista, peronista, nasseriana e dal mio punto di vista nemmeno effetivamente putiniana ( lo e’ solo in teoria nelle interviste…….). Marine Le pen non ha mai e dico MAI messo in discussione la permanenza della Francia nella Nato e pur condannando finanza apolide e capitalismo finanziario non ha mai e poi mai ( anche qui dunque!) criticato il libercapitalismo come condizione socio-economica di prevalenza del fattore Capitale su quello del Lavoro. Il front National sara’ inoltre parte di un progetto che aggrega La Lega Nord (tuttora alleata di Berlusconi ) e dell’estrema destra inglese ed olandese che non mi sembra propriamente una sinistra Nazioanle mediterranea e socializzatrice!
    Mi sbagliero’ ma se il Fropnt National non riprende le tematiche di uno Stato etico, corporativo e socializzatore, nonche’ nettamente antiatlantico la deriva verso l’estrema destra anglossassone monotematica antiimmigrati si avvicinera’ presto.
    A presto

  3. X Agostino

    Concordo con l’analisi : è un rischio che le derive nazional-populiste rimangano ancorate a tendenze liberali, consrvatrici,moderate e soprattutto legate al carrozzane americano in politica estera ….
    Tuttavia nelle crisi internazionali il FN francese si è trovato sempre contro gli ineterventi ( IRAQ – SERBIA – CRISI GEORGIANA – SIRIA – UCRAINA ).

    Lo spazio per una “sinistra nazionale” in alcune dervive nazional populiste comunque esiste , paradossalmente molto di piu’ che in formazioni Ultra-detroradicali etnonazionaliste.
    L’etnonazionalismo potrebbe essere un grosso limite nello scontro con la globalizzazione.

    Ci serve meno xenofobia e molta piu’ politica aggresiva ed antioccidentale, eversiva e sovranista sul piano militare, culturale, monetario …. Su questi temi si riesce ad integrare ” la sinistra “.

    Il rischio di commistioni e inquinamenti di tipo fallaciano e wasp infatti è all’angolo .

    Perfino quei voltafaccia dei Fardelli d’Italia ne hanno fiutato l’opportunità. Non a caso quel ” convertito ” di Madgi Allam sta con loro ….
    Questo è l’autore ed il testo che hanno come loro riferimento ideologico
    http://www.alexandredelvalle.it/biografia.php?leggere=bio

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