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Destre. Fratelli d’Italia e la sfida della speranza che passa dalla politica

Pubblicato il 12 marzo 2014 da Mario Bozzi Sentieri
Categorie : Politica

meloniHa il sapore dell’inusuale quanto è accaduto, a Fiuggi, in occasione del primo Congresso Nazionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Non è “nostalgia” come qualche osservatore, poco attento (o in malafede)  si è subito  precipitato a scrivere. Non è neppure  la riproposizione, con  il “marchio matrioska”, di un esperienza politica, inaugurata, proprio a Fiuggi, diciannove anni fa, ma figlia del neofascismo postbellico. E’ qualcosa d’altro e di più.  

Ben oltre i programmi, i personaggi vecchie e nuovi che si sono alternati sul palco, i richiami identitari, le icone esposte con orgoglio (da Italo Balbo a Giorgio Almirante, da Goffredo Mameli a Salvo D’Acquisto, da Adriano Olivetti a Corto Maltese   e a  molti altri ancora), il filo che ha legato emotivamente e politicamente i partecipanti all’incontro di Fiuggi 2014 è  la rivendicazione di un’idea forte di politica,  che va in controtendenza rispetto alla vulgata corrente, quella disimpegnata, del non-voto e protestataria, e quella “liquida” ed un po’ incolore del pragmatismo senza identità, della “buona amministrazione”,  dei programmi-fotocopia, a destra e a sinistra.

Appellarsi ad alcune figure-simbolo e ad alcune idee-forza non è solo confortante a livello emozionale. Vuole dire avere una “visione lunga”, di prospettiva epocale – si potrebbe dire – che nasce da e si fonda su alcuni valori condivisi: la centralità della Nazione, il senso dello Stato,  il richiamo al “popolo sovrano”, il diritto alla Vita,  il ruolo  della famiglia, il merito, la partecipazione sociale, l’autentica solidarietà civile, la sussidiarietà.

E’ insomma la gettata, il cemento spirituale, per  le fondamenta. Poi però la casa va tirata su.  Ed è questa la vera sfida per quanti alle scelte di valore danno appunto un significato “fondativo”.

Non dunque culto estetizzante, né appello spirituale, né semplice richiamo identitarioma base su cui realizzare politiche convincenti e  strategie nuove. Il tutto secondo una logica autenticamente  ricostruttiva, quella logica  che sembra mancare alla politica italiana, priva com’è di una visione di lungo periodo, in grado di creare un’aspettativa reale ed un’autentica speranza per gli italiani, oggi stanchi, disincantati, demoralizzati.

Superato il trauma della diaspora e dell’abbandono del padre, la nascita del nuovo partito-contenitore fa intravvedere una possibile via d’uscita dal labirinto in cui la destra si era “perduta”, ma non  ne risolve tutti i problemi. Anzi, di nuovi ne propone, sulla via delle realizzazioni concrete e del passaggio dalle idee-ambizioni di fondo ai progetti realistici, dalle affermazioni di principio alle  proposte in grado di dare voce, speranza e sovranità autentiche ad un popolo intero.  Con, al fondo, la consapevolezza degli errori compiuti. Ricadervi sarebbe imperdonabile e senza appello.

@barbadilloit

Di Mario Bozzi Sentieri

5 risposte a Destre. Fratelli d’Italia e la sfida della speranza che passa dalla politica

  1. Oggi danno al 3,5% Fratelli Fardelli d’Italia …

    La sfida dei FdI , caro Mario Bozzi Sentieri, è cercare biecamente di raggiungere il 4,5% per entrare a Strasburgo con parole, immaginari , programmi, parole d’orine appiattite e copiate dalle altre forze ” nazional-identitario-populiste” in lizza ( Lega – CasaPound – Forza Nuova) .

    Con la piccola differenza che queste ultime forze hanno perlomeno matenuto una loro certa identità , mentre FdI è una formazione artificiale/coatta/a tempo , nata da assegni post-datati staccati da mister Berlusca per ridimensionare Storace nella sua corsa di ri-generazione di AN ,
    per cui per il FdI rifarsi oggi una verginità su temi come …. la centralità della Nazione, il senso dello Stato, il richiamo al “popolo sovrano”, il diritto alla Vita, il ruolo della famiglia, il merito, la partecipazione sociale, l’autentica solidarietà civile, la sussidiarietà

    …. puzza solo di bieco pragmatismo politico , di bassissimo livello e marketing strategico di “plebea sopravvivenza” ….

    Diluitevi, scomparite, lasciate spazio ad altre forze , basta di puntare a lavorare con l’indotto della politica …. Siete patetici, penosi, irrilevanti.

    In questo siete, antropologicamente parlando, piu’ antifascisti degli altri.

  2. Bravissimo Catilina!
    Questi sono democristiani di piccolo stampo.

  3. Non sta a me fare il difensore d’ufficio di FdI – An. Non è il mio compito, né mi interessa. Prendo atto realisticamente che in questo “sistema” o ci si confronta sul piano elettorale o ci si muove in una prospettiva “rivoluzionaria” (nel senso leninista del termine) o si lavora sul versante delle idee e della cultura (Gramsci insegna, ma anche Bottai…).
    FdI – An si muove sul primo livello. Può piacere o meno, ma mi sembra l’unica presenza politica “d’area” in grado di svolgere questo compito (saranno gli elettori a dire con quale capacità attrattiva). Resto in attesa di segnali “rivoluzionari”, convinto dell’importanza della battaglia culturale.

  4. La battaglia culturale l’anno azzerata proprio questi signori vent’anni fa ritenendola ” inutitule,superflua e di ostacolo” ai fini della politica “entrista” che hanno perseguito fino a ieri, avvallando tutte le scelte plebbe di Berlusconi e deviazioniste di Fini .

    Questa classe dirigente che corrisponde ad una fetta del FdG anni 80’ha completamente abbandonato “la trincea culturale di riferimento ” per aderire al pensiero debole, alla società liquida , al NULLA.

    Hanno abbandonato Evola, Junger, Nietzsche, Bottai, Ricci, e perfino De Benoist e Tarchi per diventare una costola “riformista” dell’Occidente liberl-capitalista.

    Hanno abbracciato Karl Popper, De Gasperi, Gobbetti, altro che Gramsci , Pasolini ….
    Se avessero letto un po’ di Del Noce avrebbero scoperto che proprio nel loro caro Occidente caldo e democratico si annida il processo irreversibile della secolarizzazione marxista …

    Per quanto mi riguarda accetto da sempre la prassi leninista + Gramsci . ma entrambe le scelte vanno bene per coloro che non sono degli “accattoni” in cerca di rilancio dopo essere stati trombati : e che stanno raschiando il fondo dell’indotto della politica per rimanere a galla.

    I segnali rivoluzionari ci sono , dalla Grecia, dalla Francia, dalla Norvegia, dal Belgio e perfino con il Movimento 5 stelle in Italia se non si vuole seguire la famiglia della destra-radicale anch’essa in campo.

    Se la nostra Alternativa culturale e antagonista è fallita da vent’anni, è anche grazie a questi Fardelli d’Italia che hanno dato il loro contributo di fallimento …

    Grazie a loro se le Rivoluzioni diventano impossibili

  5. perfetta analisi di catilina….solo chi non vuole capire per propi ed unici motivi di interesse personali,puo’ ancora dare credibilita’ a questi pagliacci di fdi ed affini…..scompariranno,o li ritroveremo piu probabile, in altri porcilai,ma questi omuncoli e donniciole verranno travolti dalla forza della storia…..e’ sara il giorno del redde rationem…..un gran bel giorno!!.

    ps: sempre piu schierato tra i tuoi congiurati catilina!!!

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