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Politica. Se la Lega Nord d’attacco rischia di occupare tutto lo spazio vitale delle destre

Pubblicato il 16 gennaio 2014 da Antonio Rapisarda
Categorie : Politica

basta euroÈ scatenata la Lega Nord in questi giorni. Oggi ha occupato gli uffici del presidente del Senato Grasso contro la ripresa in aula dell’esame del decreto svuotacarceri, che prevede anche la cancellazione del reato di immigrazione clandestina. Ieri ha stretto ufficialmente il patto di ferro con Marine Le Pen per ciò che si candida a essere il più forte gruppo euro critico mai eletto nel Parlamento europeo. E continua imperterrita la controversa campagna stampa e politica contro il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge. La Lega di Matteo Salvini – mettendo per il momento in sordina il motivetto scissionista tanto caro al Carroccio delle origini – sta cercando, insomma, di riprendere una centralità all’interno del dibattito pubblico su temi di più ampia dimensione: sovranità, sicurezza, cittadinanza.

Una partita, questa, giocata con un modulo spregiudicato e spericolato che comprende conferme e novità. L’accordo con il Front National, ad esempio, dimostra la volontà imposta da Salvini di superare la logica “regionalista” della Lega prima maniera proprio nella scelta di federarsi con un partito che in Francia è il campione dell’identità nazionale sopra ogni revanscismo local. Davanti alle rimostranze di alcuni dei suoi, il segretario della Lega infatti ha spiegato che l’alleanza con il Fn è necessaria per contrastare con maggiore efficacia l’euro e i diktat della Commissione europea.

L’attacco al ministro Kyenge (sulla Padania da giorni campeggia l’agenda pubblica del titolare dell’Integrazione, una sorta di mappa per eventuali contestazioni) rischia invece di diventare un boomerang nel momento in cui sposta mediaticamente il problema dalla mancata attività di governo del ministro di origine congolese al terreno dove l’esponente del Pd si sente a suo agio: quello dell’accusa di razzismo, sostenuto oltretutto da un impianto di comunicazione imponente come quello di Repubblica. Ma anche questo la Lega sembra averlo messo sul conto: una dose di “cattiverio”, elettoralmente, a suo avviso pagherà anche se ciò dovesse rafforzare la posizione del ministro nonché amplificare alcune sue boutade.

Quanto all’opposizione alla messa in discussione del reato di clandestinità è questo il terreno dove si giocherà una partita a sé. Qui il referendum del Movimento 5 Stelle ha riaperto le danze – liberando in prospettiva diversi voti – sul terreno del contrasto all’immigrazione clandestina e sul tema della cittadinanza. Ed è qui che la Lega intende porsi come collettore del consenso che lo spostamento “a sinistra” dei grillini (sullo ius soli avverrà con tutta probabilità la stessa cosa) inevitabilmente porterà in uscita. L’intenzione di Salvini, dunque, sembra essere quella di innestare alle posizioni identitarie e mitologiche del secessionismo leghista le questioni trasversali ai movimenti di centrodestra e di destra europei.

Tutto questo rispetto a una destra politica italiana che fatica a comporre uno spartito in vista dell’appuntamento con le Europee. Da una parte i due partiti di centrodestra, Ncd e Forza Italia, impantanati rispettivamente con la sopravvivenza del governo o nella questione di come perpetuare per trasmissione le volontà del leader. Dall’altra le formazioni nazionali, Fratelli d’Italia, Movimento per Alleanza Nazionale e i gruppi movimentisti, che faticano ancora a trovare una piattaforma nazionale con la quale riaggregare l’area sovranista e una collocazione europea. E la Lega – senza doversi nemmeno sforzare così di dare un profilo politico alle sue invettive – sentitamente ringrazia.

@barbadilloit

@rapisardant

 

Di Antonio Rapisarda

2 risposte a Politica. Se la Lega Nord d’attacco rischia di occupare tutto lo spazio vitale delle destre

  1. la Lega è da tempo un partito votato dall’elettorato di destra, per colpa della frammetazione immotivata che i vari ducetti perseguono. La le Pen non ha fatto altro che ratificare una situazione di fatto, che fin dal 1999 il FN cnonosce. La Lega ha solo il solito problema che al centro-sud non ha mai investito seriamente, e che l’elborazione ideologica è quasi zero, sommersa da slogan e comportamenti incivili. Comunque è comprensibili che sia un voto utile, piuttosto che disperderlo su quattro liste inutili.

  2. Fardelli d’Italia nell’area sovranista ? Ma chi ?

    Fardelli d’Italia è nata grazie ad un assegno post-datato di Berlusconi staccato a nome di Larussa/Ligresti per ridimensionare Storace; Larussa/Ligresti si è portato al codazzo la baby-ministro con gli ex-gabbiani romani e il gigante Crosetto che non sapeva piu0 che pesci prendere : tutto nato su contenuti NULLI e come comitato d’affari per la liquidazione di cio’ che rimaneva di AN e continuare a vivere grazie all’indotto della politica.
    ….
    Oggi Fardelli D’Italia funge da “vampiro” della fondazione AN da un lato, e da riciclo di tutti i trombati/badogliani della poseudo-destra sociale dall’altro come il prode “Ale-magno”
    … Area Sovranista questa ?

    Ma mille volte meglio Salvini , almeno è uno che sa chi mordere e senza giri di parole … ed ha capito che le politiche piccolo-etno-nazionalista delle lega si puo’ sposare oggi tranquillamente anche con gli interessi di Resistenza delle medie patrie nazionali ( FRANCIA-AUSTRIA-BELGIO)e della grande Patria Euriasatica, nostro Destino geopolitico .

    Le destre nazionali e sociali ex-post missine ed aennenine, nate tutte da un equivoco/aborto come Fiuggi, devono scomparire, con tutte le loro classi dirigenti fasulle e traditrici, Fardell’D’Italia per l’appunto.

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