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L’appello. Papa Francesco ai Forconi: «No alla violenza. I poveri non possono aspettare»

Pubblicato il 23 dicembre 2013 da Fernando M. Adonia
Categorie : Cronache
i poveri

Lo striscione in piazza San Pietro (foto tratta dalla pagina facebook ufficiale del Movimento dei Forconi)

Papa Francesco benedice i Forconi.  Lo ha fatto rivolgendosi così al segmento del movimento che alla piazza del Popolo di mercoledì scorso ha preferito l’Angelus domenicale in piazza San Pietro, proprio sotto la finestra del palazzo apostolico. «A quanti dall’Italia si sono radunati oggi – ha detto il vescovo di Roma – per manifestare il loro impegno sociale, auguro di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza e seguendo sempre la via del dialogo, difendendo i diritti!».

Il pontefice si è inoltre soffermato a commentare uno degli striscioni esposti in piazza: «Leggo lì, scritto grande: “I poveri non possono aspettare”. E’ bello! E questo mi fa pensare che Gesù è nato in una stalla, non è nato in una casa. Dopo è dovuto fuggire, andare in Egitto per salvare la vita. Alla fine, è tornato a casa sua, a Nazareth. E io penso oggi, anche leggendo quella scritta, a tante famiglie senza casa, sia perché mai l’hanno avuta, sia perché l’hanno persa per tanti motivi. Famiglia e casa vanno insieme. E’ molto difficile portare avanti una famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale, invito tutte le persone, le entità sociali e le autorità – ha concluso Francesco – a fare tutto il possibile perché ogni famiglia possa avere una casa».

La presenza in Vaticano è servita inoltre al troncone dei Forconi leale a Mariano Ferro e Lucio Chiavegato, per fare il punto sul fenomeno che ha preso il via il 9 dicembre: «Ci siamo prodigati – si legge in una nota pubblicata sul sito del coordinamento – per una fase di cambiamento: milioni e milioni di persone unite aldilà delle ideologie, ceto sociale, categorie, età hanno dato vita sino ad oggi, ad una delle più straordinarie “rivoluzioni” pacifiche nella storia delle democrazie di tutto il mondo, per debellare una tirannide atta solo a perseguire interessi “particolari” che non sono né a favore del popolo né a favore delle future generazioni».

«Abbiamo dato esempio – si legge ancora – di maturità e di consapevolezza per questa grande opportunità dove l’aggregazione delle persone tutte ha fatto sì di dare uno scossone ai palazzi dell’infausto potere. Dobbiamo ammettere che questa “inattesa” enorme spontanea e meravigliosa partecipazione ha preso in contropiede tutti i centri del potere che invece di chiedersi il perché hanno ignorato il grido di allarme del popolo, compreso i mass media che invece di dare le giuste informazioni delle motivazioni hanno travisato e interpretato in maniera circostanziale e subdola il vero spirito del 9 dicembre».

Di Fernando M. Adonia

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