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Bretagna. La rivolta del popolo dei berretti rossi contro Hollande e l’eco tassa sui Tir

Pubblicato il 8 novembre 2013 da Francesco Filipazzi
Categorie : Esteri

bonnetrougesUna regione intera contro il governo, scontri con tanto di ultimatum dei rivoltosi allo stato centrale. Tutto questo va in scena in Francia, anzi in Bretagna, dove la popolazione è scesa in piazza in massa, per protestare contro l’ennesima imposizione fiscale del governo Hollande. Un’eco tassa sui Tir che avrebbe avuto ricadute anche sul settore agricolo, principale settore economico della regione. Una goccia che ha fatto traboccare il proverbiale vaso, pieno di anni di malcontento e di risentimento verso Parigi.

 Alcuni manifestanti hanno quindi deciso di scendere in piazza a Quimper, il 2 novembre, indossando dei berretti rossi (i bonnets rouges, evocativi delle rivolte fiscali del XVII secolo), ma presto sono stati seguiti da un fiume di persone. La situazione è sfuggita presto dal controllo delle forze dell’ordine e il governo ha dovuto cedere, cancellando la tassa su tutto il territorio francese.

La sommossa, fa notare Liberation, ha visto partecipare ogni strato della popolazione, rappresentanti di destra, sinistra, mondo sindacale e imprenditori. A poco sono servite le dichiarazioni del primo ministro, Ayrault, sull’autorità dello Stato e sulle violenze inaccettabili, perché il malcontento bretone cova ormai da anni e ha ragioni che affondano nella storia. Questa vicenda è collegata da un invisibile filo a tutti i moti di protesta anti Hollande che in Francia sono ormai all’ordine del giorno. Come fa notare Le Monde «i pannelli esposti dai manifestanti riprendono gli slogan del Front National e addirittura della Manif Pour Tous».

La situazione per il presidente francese è quindi alquanto scomoda. Se la Manif era stata una manifestazione pacifica (repressa però con la violenza dal governo) e Marine Le Pen rappresenta una forza politica ed elettorale, i cappellini rossi bretoni hanno alzato il livello dello scontro, passando ai fatti. Una situazione che potrebbe estendersi a tutto il Paese. Questa mobilitazione in Italia i grandi media hanno scelto di non raccontarla mentre quelli francesi prima di dare la notizia hanno atteso che la situazione arrivasse a un punto di rottura.

@cescofilip

Di Francesco Filipazzi

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