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Il caso. “Salva la tua birra”. la petizione per salvare le ‘bionde’ dall’aumento delle accise

Pubblicato il 4 ottobre 2013 da Martina Bernardini
Categorie : Cronache

Inaugurazione dell'oktoberfestPopolo delle bionde, questo appello è per voi: «Salva la tua birra» è il nome della petizione online, disponibile su change.org, lanciata da Assobirra, l’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto. Tra poco meno di una settimana, e precisamente il 10 ottobre, scatterà infatti il famoso aumento delle accise sulle birre: 2,66 euro per ettolitro e grado plato, contro gli attuali 2,33 euro. Altri aumenti sono previsti a partire da gennaio 2014, e sono destinati a non fermarsi.

«In tutto le tasse potrebbero aumentare del 35% in meno di 15 mesi», si legge nel testo della petizione. «Se le decisioni del Governo italiano saranno confermate dal Parlamento – continua – a partire dal 2015 quasi un sorso su due della nostra birra se ne andrà in tasse!». Una decisione che Assobirra considera ingiusta, inefficace e dannosa. Per questo, chiede agli internauti di «sostenere la campagna contro l’aumento» progressivo delle tasse.
La birra, infatti, come spiega l’Associazione, «è l’unica bevanda a bassa gradazione alcolica a pagare l’accisa nel nostro Paese»: in questo modo, non si rischia solo di provocare un calo drastico dei consumi, ma anche di determinare il fallimento delle oltre 500 aziende italiane che producono birra. Tra queste, è bene ricordarlo, non ci sono solo i grandi marchi, ma anche i tanti, tantissimi microbirrifici artigianali, vero fiore all’occhiello nella produzione della birra nostrana.

Non solo. L’aumento delle tasse rischia di danneggiare «anche gli agricoltori italiani – si prosegue nella nota – Le aziende birrarie, infatti, acquistano le materie prime, come l’orzo, prevalentemente da coltivatori locali». La petizione online lanciata da Assobirra, è diventata ben presto una originale alleanza tra produttori e consumatori, finalizzata a salvaguardare e a sostenere una filiera produttiva che negli ultimi anni, qui in Italia, ha visto nascere e crescere tante piccole e medie imprese di grande qualità.

Di Martina Bernardini

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