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L’intervento. Ripartiamo dalla tensione ideale del Fronte della (Meglio) Gioventù

Pubblicato il 26 agosto 2013 da Giuseppe Contarino
Categorie : La Destra riparte da...

fronte della gioventù« Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare ». Le parole di Seneca ben si attagliano alla condizione di quanti, oggi, si riconoscono in quell’area di destra che appare tristemente priva di punti di riferimento. Se, infatti, l’esercito di Silvio è più che mai agguerrito e compatto intorno al proprio leader, lo stesso non si può dire per tutti coloro che hanno una storia ed un vissuto politico chiaro e netto, ma un presente e, peggio, un futuro quanto mai incerto. La questione non è certo nuova, anzi, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

E forse – ma figurarsi se questa posizione potrà mai essere presa in considerazione – bisognerebbe un attimo smarcarsi da quei poltronisti che per anni hanno sventolato una bandiera e magari salutato romanamente alle feste tricolori salvo poi, doppiopettisti di professione, aver stretto mani ed alleanze da voltastomaco con centristi, populisti, liberali (e liberisti) nonché con i famigerati democristi. Non meravigliamoci quindi di cosa accade oggi.

Ieri, piuttosto, c’era il Fronte della Gioventù e nuclei di ragazzi che avevano un altro spessore, ammettiamolo. Intransigenti, questo è vero, ma di sicuro coerenti. Si intonavano canzoni a Bobby Sands e si sapeva tutto sulla questione irlandese. Si leggevano opuscoli su Degrelle che infiammavano l’anima e che rafforzavano il sentimento di militanza e di appartenenza ad una comunità umana, non di certo ad una “larga intesa”. C’erano i jeans e le mani sporche di colla e le notti senza sonno passate ad organizzare e seguire le batterie che avrebbero tappezzato le città con i manifesti 70×100. Nei ragazzi di allora – che sono i padri di famiglia di oggi – c’è tutta una storia, una fede, che qualcuno ha trattato come una pezza da piedi.

Quegli stessi “qualcuno” che hanno poi imbarcato tutto questo patrimonio culturale in un progetto politico che, diciamolo una volta per tutte, mai è appartenuto all’area di destra e che solo per  triste opportunità politica e quote di sbarramento in molti hanno voluto accettare. Oggi si raccoglie quel che si è seminato. Ormai prossimo allo smembramento il Popolo delle Libertà, Forza Italia serra le sue fila tornando ad essere ciò che è sempre stata, ristabilendo – si spera – quel chiaro confine tra noi e loro. Appunto, e noi?

Le vecchie volpi corrono ai ripari cercando di tessere una nuova tela, una nuova casa comune, che permetta ai poltronisti di cui sopra di continuare a sedersi in qualche consiglio comunale o regionale – perché più in là di così non vanno –. Sarebbe forse il caso, allora, di lasciare alla deriva questi monumenti da seconda repubblica e ricostruire sulle rovine, ripartendo però dalla parte sana della nostra comunità. Ricominciamo dai nostri giovani, i disinteressati alle medaglie di cartone, i militanti veri, 365 giorni l’anno, sul territorio. Ragazzi che non hanno bisogno di vili compromessi da urna elettorale, che hanno saputo smentire coi fatti quel becero e falso luogo comune secondo cui “la cultura sta a sinistra”. In Italia c’è un panorama giovanile di destra che può rappresentare davvero una speranza, lontano dalle grette logiche di partito o da ideologismi che non portano da nessuna parte. Un panorama però troppo frammentato, come da classico campanilismo italiano.

Auguriamoci allora che la parte migliore della nostra area sappia trovare presto unità e compattezza; ricostruiamo – e difendiamo – il nostro Fronte.

Di Giuseppe Contarino

11 risposte a L’intervento. Ripartiamo dalla tensione ideale del Fronte della (Meglio) Gioventù

  1. C’è un esempio in un grande Paese vicino al nostro, la Francia. Mi riferisco, come avrete capito, al F.N.
    Marine Le Pen, con la sua coerenza e la sua credibilità, rappresenta sta ottenendo successi inimmaginabili fino a pochi anni fa. Certo, poi torni in Italia, leggi l’intervista qui a fianco della Meloni – che parla un po’ come una liberista alla Reagan – e ti viene da dire… ma che parliamo a fare???

  2. Appunto che ne parliamo a fare….la Meloni e tutto il suo comitato di affari, Storace con cio che rimane del suo partito(grazie alla sua politica) la saltamartini,quando si dice nomen omen, che salta a Forza Italia in quota Lupi,insieme a tanti compagni di merenda,pronti a montare sul carro piu’ favorevole,per mantenere i privilegi…. personaggi che hanno contribuito a cancellare un patrimonio politico culturale ed umano immenso:appunto non appartengono a nulla se non a se stessi e a quei sprovveduti che ancora gli stanno dietro,(per interesse personale devo dedurre)…sono un altra “cosa”,sono estranei a quella comunita’ di militanti che ancora pervicacemnete esiste,composta da piu generazioni,e che rappresenta come ben dice l’articolo di Giuseppe Contarino,condivisibile in toto,una speranza.il vero nemico da contrastare e’ tutta questa gentaglia. roberto maggi

  3. Non volevo entrare in una polemica sulle persone né, tantomeno, criticare l’articolo.
    Volevo solo fare un confronto politico con la Francia, Paese nel quale, nonostante una legge elettorale che rende la vita difficilissima a chi sta fuori dai due grandi blocchi, la destra patriottica e non liberista riesce ad esprimere un grande partito, che cresce sempre di più…
    Quali sono le ragioni politiche, sociali e culturali?
    Su questi argomenti “barbadillo”, che già svolge un egregio lavoro, potrebbe fare degli ulteriori approfondimenti…
    Cordialmente

  4. da parte mia non c’era nessuna polemica,anzi…..i nomi fatti erano anche per sottolineare,la pochezza del panorama politico italiano,a confronto di quello francese…..Marine le Pen e la giovane nipote, rappresentano una risorsa incredibile e non solo per la Francia. penso che chi non si riconosce negli attuali schemi e schieramenti non puo’che guardarle con grande interesse oltre che ammirazione. saluti. roberto maggi

  5. roberto maggi,non ci conosciamo,ma abbiamo in comune il fatto che ci troviamo a commentare gli stessi articoli.Voglio ripetere il mio commento nell’articolo della Meloni che forse non hai avuto tempo di dargli un’occhiata.Il partito come lo vorrebbe ognuno di noi(e succede da sempre)non può esistere.Ora l’unica formazione con un minimo di rappresentanza,organizzazione e “speranza”di non scomparire è questa della Meloni (e purtroppo di Larussa),ma…se non devi portare il cane ai giardinetti a pisciare,o li si lascia liberi di “arrivare”dove ‘potranno’o li si aiuta ad “arrivare”dove ‘dovranno’…e ci sarà il tempo stavolta prima e non ‘mai’,come con il ‘pensionato con scorta a ns carico,di poter dire la nostra anche noi.E che gl’intellettuali continuino a fare i loro convegni…fra intellettuali.Noi è meglio che partiamo più bassi….e partecipando “a prescindere”può darsi che in un orizzonte vicino non ci troveremo accanto a Marine…e non a Marina.Saluti anche da pietro.

  6. Molto semplicemnete,pietro46…non sono d’accordo su nulla di quello che dicono e fanno ,e questo riguarda la politica interna ed internazionale(aspetto con ansia per vedere con si schiereranno nel conflitto siriano).tutto qui,ma credimi ci sarebbe tanto altro,ma questo non vuol dire che non debbano svolgere attivta’ politica,per carita’,come dici giustamente”ha un minimo di rappresentanza”;per quello che mi riguarda,chiudendo definitivamente l’argomento che rischia di diventare anche stucchevole,cerco nel mio piccolo di andare oltre…. .Cordiali saluti Roberto maggi
    Ps: l’ho letto l’articolo anche piu’ di una volta,e confermo la mia impressione, retorico, verboso,pieno di luoghi comuni, di una “destra”(!?) che non mi e’mai appartenuta.Da notare,circa il 90% dei commenti all’articolo erono negativi,vorra’ pure dire qcosa?ma forse mi sbaglio io. saluti

  7. Contarino…scusa,solo per sapere se ho ‘compreso bene o no:”la parte migliore della nostra area sappia trovare unità e compattezza”…in questa parte migliore la tua ex segretaria(si chiamava così,sai per me son passati tanti anni da quel 64 e non so più i gradi di ognuno…o presidente del FDG),insomma la Meloni fa parte o no?Altrimenti di cosa stiamo a parlare?Se fa parte…giacchè gli altri personaggi non li …. nessuno e Lei ha dichiarato che ‘non possono esserci più’,può tentare di ricercare un po’ di ‘compattezza’?Ammenocchè non facciamo vedere la “compattezza”prendendo l’esempio da “l’esercito di Silvio”:pullman e panini al sacco per tutte le “tardone e i tardoni”di Mantovani(le/gli ex che si presentavano davanti al palazzo di giustizia di Milano ai tempi dei processi del ‘nostro’)e della Santanchè.Attento però che non si squagli il cerume col primo sole…o dopo i ‘servizi sociali’ del ‘nostro’.Insomma chi ‘oltre’ la …Meloni?

  8. Chi parla di un passato relativamente recente, dimentica che non c’è stata una politica di alleanze.
    C’è stato un tradimento, una svendita, un colpo di mano, una manovra massonica o clericale o sionista o un insieme di queste (questa è l’ipotesi più verosimile).
    Bisogna anzitutto fare un po’ di storia e smetterla di parlare di destra.
    Ma quale destra? C’erano i fascisti, magari con tesi diversificate, ma fra i fascisti di destra si definivano solo i romualdiani ( fra di essi c’erano Mantica, Migliori ad es.).
    E le scelte di campo? Nessuno qui vuol dirci se dobbiamo stare contro gli Usa, contro Israele, contro la propaganda olocaustica oppure far finta di nulla e stare a braccetto con chi, il 25 aprile, scrive sui manifesti Thank you America, per averci invaso e bombardato e schiavizzato?
    Ma un po’ di dignità ce l’ha ancora qualcuno oppure dovremmo tutti, obbedienti, far visite guidate ai musei della shoah, cioè ai musei della menzogna eterna imposta con il terrore agli europei?

  9. L’unica cosa buona di Berlusconi e fini è stato di aver azzerato il Msi-dn il vero partito antifascista.

  10. Chi definisce il MSI-DN antifascista è un diffamatore prezzolato.
    Sono morti decine di fascisti con quella tessera e migliaia sono stati perseguitati.
    Le infamie coprono il tradimento.
    Continuate pure a starvene con i La Russa le Meloni e celebratevi il 25 Aprile e l’olocausto.
    Auguri.

  11. E vero,l’unica cosa buona dei due è stato l’azzeramento del MSI-DN.E l’ultima cosa buona del MSI-DN ,dopo,è stato l’azzeramento del Fini…e l’altro si sta azzerando da solo,non è servita a niente la spinta di febbraio alle politiche…Ci volevano i nostri due eroi a far vincere l’antifascismo sinistroide,col MSI-DN mai.

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