Torna in libreria “Fuoco fatuo” di Drieu La Rochelle

Fuoco fatuo di Drieu
«No, non sono invecchiato. Non sono più giovane, ma non sono neanche vecchio. Vivo molto più di prima. Ecco il tuo problema, bisogna uscire dalla giovinezza per entrare in un’altra vita. Non ho più speranze, ma ho una certezza. Non sei stanco di miraggi? In fondo, non hai bisogno di avere più denaro di quanto non ne abbia io.»
«La mediocrità mi fa orrore.»
«Ma da dieci anni vivi in una mediocrità dorata, la peggiore di tutte.»
«Ne ho abbastanza, appunto.»
«E allora?»
Dubourg si pentì subito di aver pronunciato queste parole, perché c’era da temere a porre domande definitive ad Alain.
«Se torno a drogarmi, mi uccido.»


Fuoco fatuo si ispira a un tragico evento che turbò nel profondo la coscienza dell’autore, il suicidio dell’amico Jacques Rigaut, avvenuto nel novembre del 1929. La storia di Rigaut, scrittore surrealista che stava tentando di disintossicarsi dall’alcol e dalla droga, aveva già ispirato Drieu La Rochelle, ma mai come in questo romanzo. Fuoco fatuo è, infatti, la descrizione puntuale e quasi clinica degli ultimi giorni di vita di Alain, un trentenne drogato, scrittore fallito e dandy che, come Rigaut, rifiuta la società di cui pure è un prodotto. La testimonianza di un tragico percorso che è anche l’occasione per raccontare e delineare i tratti dell’epoca in cui vive.
*Fuoco fatuo do  Pierre Drieu La Rochelle, edito da GM.libri
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