Intenzioni di voto, sondaggi, retroscena, forbite analisi, scenari, proiezioni, corsi e ricorsi, sì, sì avanti a passo di carica verso il 2027! Gli astrologi della politica sono da tempo all’opera. Tanto vale non indire le elezioni: era, e sarà, già tutto previsto. Intanto sulla scena piomba il tedio.
Analizziamo la cosa superficialmente, grossolanamente, dato che di raffinate previsioni siamo circondati: il corpo elettorale italiano è diviso in due fazioni: illusi rabbiosi e abitudinari disillusi. I secondi sono la massa critica della perpetuazione del sistema. Gli illusi, invece, portano acqua al mulino di chi gioca a fare l’ago della bilancia, creando partitini della “grande aspettativa”.
Nella biosfera
Per semplificare: la politica italiana da tempo si comporta come un ecosistema acquatico chiuso, la cosiddetta biosfera. Che è un piccolo ambiente sigillato, autosufficiente, in cui microrganismi e piante vivono producendo ossigeno e consumando anidride carbonica. E tutto il sistema campa, senza bisogno di interventi o aggiunte esterne.
Il nulla virale
Presi da uno sconforto che somiglia tanto alla atmosfera del film The Truman Show di Peter Weir (1998), con Jim Carrey, ormai quasi metà degli aventi diritto rinuncia al voto. I restanti se la giocano tra disillusi, che tracciano la croce per abitudine o per qualche forma di compartecipazione all’apparato partitico; e illusi, che si gettano tra le braccia di chi vende un’illusione.
Una volta sono rivoluzionari da format comico tv, un’altra uomini forti del destino. Tramontate le ideologie, dominano le trovate spettacolari, gli slogan, le allettanti promesse. E tutto intorno, come si conviene alla società dello spettacolo, i compiacenti cantori e analisti, che si adoperano per rendere virale il bel nulla.