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“Il dittatore puritano” raccontato da Hilaire Belloc

Il ritratto di Oliver Cromwell: «Una indagine psicologica e caratteriale concepita per arrivare all’uomo e presentare […] in uno schizzo, il mortale che egli fu»

di Giovanni Sessa
6 Aprile 2026
in Cultura, Libri
0
Oliver Cromwell. Il dittatore puritano

È da poco nelle librerie, per Iduna editrice, un volume di Hilaire Belloc, Oliver Cromwell. Il dittatore puritano (per ordini: associazione.iduna@gmail.com). Il testo è arricchito dalla prefazione contestualizzante di Maurizio Pasquero, che introduce proficuamente il lettore alle vicende che videro coinvolto l’uomo politico inglese di formazione puritana. Questo volume, uscito in prima edizione nel 1927 in Gran Bretagna, rappresenta un preannuncio della monumentale biografia intellettuale di Cromwell pubblicata da Belloc nel 1934, che, ancora oggi, rappresenta un punto fermo della bibliografia in tema. Il libro che qui brevemente analizziamo, scrive il prefatore, è centrato su: «una indagine psicologica e caratteriale concepita “per arrivare all’uomo e presentare […] in uno schizzo, il mortale che egli fu» (p. I). I cinque densi capitoli nei quali il volume è articolato, sono di godibilissima lettura, come nelle corde del biografismo di matrice anglosassone. In essi, viene analizzata la formazione sociale e religiosa di Cromwell, il suo cursus honorum militare e politico. Il testo ha, per sfondo, le tragiche vicende che in Inghilterra portarono alla contrapposizione tra il Parlamento, dominato dai puritani, e il re, Carlo I Stuart. Il contrasto degenerò, tra il 1642 e il 1649, in aperta guerra civile, la cui conclusione fu la decapitazione del sovrano con la successiva proclamazione della “repubblica”.

L’animus del protagonista

Le pagine del libro rivelano, non soltanto l’animus del protagonista, ma il senso profondo della rivolta puritana che, non casualmente, il filosofo austro-tedesco Eric Voegelin nel saggio, Politica puritana, interpretò quale esordio della modernità neo-gnostica. Si trattò di fatto, del primo tentativo di realizzare “il regno di Dio sulla terra”. Belloc (1870-1953), francese di nascita ma inglese d’adozione, è stato una delle penne cattoliche più brillanti del frangente storico nel quale visse. Convito critico della modernità, fu sodale di G. K. Chesterton nell’elaborazione della teoria economica conosciuta con il nome di “Distributivismo”, antitetica alla prassi politico-sociale del liberalismo. Date queste premesse, il giudizio di Belloc su Cromwell non poteva, di certo, essere generoso. Lo scrittore: «non condivide niente degli ideali e della prassi politica» (p. IV) cromwelliana, ma, in ogni caso, riconosce  all’uomo: «grande abilità e vigore di carattere» (p. IV). Gli antenati del futuro dittatore si erano battuti per sradicare gli ideali cattolici da territorio inglese, al fine di perseguire i propri interessi mercantili e, tale eredità, agì in profondità sulla formazione del giovane Oliver. Questi trascorse la giovinezza nell’agiatezza della magione paterna, Hinchinbrooke House, della quel furono ospiti Elisabetta la Grande e Giacomo I. Nella stessa abitazione, probabilmente, fu trattenuto, quale prigioniero in transito, anche Carlo I.  Cromwell, in questa prima fase della sua esistenza, ebbe chiara consapevolezza della propria posizione sociale e si affermò nella società dei nouveaux riches.

L’anti-papismo

Su di lui svolse una funzione prioritaria il mito, per lui assolutamente negativo, dell’Invincibile armata spagnola di Filippo II, pronta ad invadere l’Inghilterra. Ciò lo fece propendere per un radicale anti-papismo. Lesse la Geneva Bible calvinista, che ebbe 150 ristampe, anche se, per lo stile fascinoso, apprezzò maggiormente la versione anglicana del testo: «Fino ai quarant’anni il futuro Lord protettore si palesa agli occhi dello scrittore come un politico […] “molto comune”» (p. VI). I successi militari, poco dopo, gli concessero l’aura di “eletto”, alla quale aspirava con tutto se stesso. Nelle sconfitte egli lesse, semplicemente, degli “avvisi”, che gli avrebbe inviato, in prima persona, il Signore. La messa a morte di Carlo I è stata la più “machiavellica” delle sue trame: «volta a rafforzar il suo potere personale» che, a dire di Belloc, rimase sempre privo di vera progettualità politica. Cromwell avversò la Chiesa di Stato: «sopra ogni casa […] gli premevano la libertà di culto (concessa agli ebrei, ma non ai cattolici!) e l’autonomia dei diversi gruppi evangelici» (p. VIII). Da essi trasse gli uomini, religiosamente motivati, del New Model Army, braccio armato dell’intrapresa neo-gnostica. Fu tollerante perfino nei confronti dei levellers e dei diggers, che si opponevano alle enclosures. 

Spietato con gli irlandesi

Mosso dal sogno di realizzare la “Gerusalemme celeste” in terra inglese: «vent’anni dopo lo ritroviamo coperto di sangue» (p. IX). Fu spietato nei confronti degli irlandesi e mise in atto vere e proprie deportazioni di massa. Fu, per tale ragione, l’inglese più odiato nell’Isola di Smeraldo ma, per le medesime ragioni, fu detestato anche dagli scozzesi. Contestato dal Parlamento nel 1653, si  sbarazzò di tale istituzione. Instaurò, subito dopo, un vero e proprio regime autoritario, che ambiva controllare perfino la moralità dei nuovi sudditi, avrebbe voluto spingersi a controllare il “foro interiore” degli uomini. Essendo incapace di guardare oltre il proprio “particolare”: «fallì clamorosamente anche nella scelta del suo successore» (p. XI). Richard, suo primogenito, si mostrò del tutto inane ad assolvere i compiti che gli erano stati assegnanti. Chiuse i suoi giorni poco prima di compiere il sessantesimo anno d’età, vivendo costantemente nel terrore di essere assassinato, nonostante la sua “elezione” divina.

La visione neo-gnostica non è morta con Cromwell ma si è drammaticamente manifestata nella storia dei secoli successivi, fino all’ecatombe degli eventi novecenteschi. Per questa ragione, il libro, Oliver Cromwell. Il dittatore puritano, è di stringente attualità. Insegna, quantomeno, a diffidare degli “unti” dal Signore e di quanti sostengono che il mondo debba essere emendato in nome di Dio, di una classe o di una razza.

Hilaire Belloc, Oliver Cromwell. Il dittatore puritano, prefazione di Maurizio Pasquero, Iduna, pp. 110, euro 12,00.

Giovanni Sessa

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Tags: Giovanni SessaidunaOliver Cromwell. Il dittatore puritano

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