
Che cosa definisce un genio? Come si può, se è possibile, distinguere la personalità creativa da quella umana?
Rispondono con un sapido ed esaustivo compendio – Lavorare con un genio. Franco Battiato raccontato dai suoi artisti – Gianfranco D’Adda e Walter Pistarini, (Jaca Book, pp. 350, 24 euro), suo storico batterista e percussionista dal 1970 al 1985 il primo; saggista musicale l’altro.
Obiettivo: mostrare la visione totalizzante, che univa arte, filosofia e spiritualità di Battiato, anche attraverso testimonianze inedite, ricordi ed esperienze di colleghi musicisti, amici e “compagni di viaggio”. Una vita intesa come opera d’arte, l’esistenza quale costante ricerca spirituale ed estetica, attraversando musica colta e sperimentazione pop. Tappe di un preciso percorso iniziatico, che univa Oriente e Occidente, “aconfessionale”, ma profondamente religioso, che mirava al risveglio della coscienza, in cui convivevano misticismo Sufi e la filosofia di Georges Ivanovič Gurdjieff, l’induismo e la spiritualità orientale, la filosofia occidentale di Arthur Schopenhauer e la sapienza antica, in un lasso temporale iniziato con lo sperimentale Fetus (1972) , passando per la folgorante doppietta Patriots (1980) e La voce del padrone (1981), per arrivare all’ultimo, Torneremo ancora (2019).
Diventando, il libro, come ha chiosato la nipote Cristina Battiato, “(…) non (…) soltanto un ricordo, ma un invito a percorrere i sentieri che Battiato ha aperto, tra note, silenzi e parole che ancora oggi illuminano chi cerca senso e bellezza”.
Nelle appendici, per la delizia dei fan, bibliografia e discografia aggiornate, con oltre mille date dei concerti di Battiato e vasto apparato iconografico, in gran parte inedito ed eterogeneo.





