
Attesa finita. Finalmente riunite in Gamec di Bergamo le due parti dell’opera preparatoria di Mario Sironi per l’affresco dell’Aula Magna della Sapienza a Roma, «L’Italia tra le Arti e le Scienze». Grazie alla donazione di Andrea Sironi – Straußwald, nipote dell’artista, la parte sinistra, già di proprietà della Galleria d’arte moderna e contemporanea, nella quale è raffigurato un nudo di donna, è da ieri esposta accanto a quella di destra, in cui sono ritratte tre figure acefale, una femminile e due maschili, tornate alla brillantezza originale per merito del restauro di Delfina Fagnani.
La mancanza delle parti superiori del cartone, mai rinvenute, non toglie suggestione all’operazione di ricomposizione. A Mariastella Margozzi si deve la scoperta della «fratellanza» delle due opere e l’identificazione nel cosiddetto «Grande Nudo» della personificazione dell’Acqua, uno dei quattro elementi rappresentati nell’affresco romano. La figura circolare ai piedi della donna doveva probabilmente raffigurare una brocca reclinata, dalla quale sgorgava acqua.
Vera chicca della donazione Sironi-Straußwald, che non si limita al cartone per l’affresco romano, è il bozzetto per il telero del Palazzo delle Poste dal titolo «Il lavoro in città» o «L’Architettura», nel quale, scrive Andrea Iezzi nel catalogo fresco di stampa, si condensa l’essenza della poetica sironiana dell’arte murale, intesa come «pittura sociale per eccellenza», capace di incidere sull’immaginazione popolare, vietando all’artista di cedere all’improvvisazione e ai facili virtuosismi, come ebbe a dire lo stesso Sironi. Il bozzetto ora esposto in Gamec è «l’unico testimone dello stadio compositivo dei due teleri sinora rinvenuto». A dimostrazione dell’unicità delle opere arrivate in dono. Non è da meno la raccolta di schizzi e disegni per le tombe di famiglia dove l’artista, la madre, la moglie e le due figlie riposano, al Cimitero monumentale. (da Corriere.it)





