
“Viterbo è una realtà che per ovvi motivi conosco fin troppo bene; e come tutti i luoghi dell’anima che ho attraversato in questo percorso, all’interno di una stessa Comunità di Destino, ha avuto un suo preciso sottociclo. C’è tuttavia un evento “fondativo” rituale ed arcano che va ricordato. È un sacrificio, che avviene il 21 gennaio 1996 quando il giovanissimo Raffaele Giorni, vicesegretario di un Fronte della Gioventù viterbese non ancora completamente liquefatto, morì accoltellato, in seguito ad una rissa con alcuni ragazzi che facevano il militare lì in zona, per aver difeso una ragazza dopo un diverbio in una discoteca. Il demone del nichilismo occidentale, quando si manifesta, fa sempre le sue vittime…” (Da Generazione ’78, cap. 41)
Lele a 30 anni dal suo atto di coraggio e dal suo sacrificio, è stato ricordato con la posa simbolica di una pietra commemorativa nel parco a lui dedicato alla mattina, un intervento culturale di prestigio nel Palazzo dei Priori di Viterbo e infine, alla sera, il rito liberatorio e comunitario del concerto.







