
Era uno studioso libera, fuori dagli schemi, generosi con i giovani e puntuale nelle ricostruzioni storiche, anche in quelle più complesse. Ci lascia a soli 73 anni Giuseppe Parlato, presidente della Fondazione Ugo Spirito-Renzo De Felice. Era malato da tempo e ha lottato contro le avversità non facendo mai mancare il sostegno ai tanti che gli chiedevano consigli, suggerimenti, tracce o solo un supporto morale.
A Parlato si devono studi originali sul Msi, sulla destra in generale, inquadrata senza pregiudizi e con il profilo scientifico che riposiziona la destra postfascista nel quadro della dialettica repubblicana post 1945.
In tempi di miserabile propaganda travestita da riflessione storica, la perdita di Giuseppe Parlato priva il fronte degli uomini libri di un interlocutore privilegiato, di un testimone della ricerca più autentica e libera. Noi perdiamo un amico, ma la sua eredità, costruita su un rigore scientifico assoluto, va preservata e deve contaminare altri ricercatori e intellettuali che non si arrendono al conformismo.
A Parlato hanno dedicato pensieri di cordoglio il ministro della cultura Alessandro Giuli e il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Addio Giuseppe, la terra ti sia lieve.
ps la comunità intellettuale di Barbadillo esprime profonde condoglianze alla famiglia e ai suoi cari







Addio Giuseppe. Ti conobbi all’Università di Torino a 20 anni, io allievo di Scienze Politiche, tu di Storia moderna. L’ambiente comunista ed azionista dominante non ti accettava, ti boicottava in tanti modi avvilenti, e traslocasti saggiamente all’Università di Roma, con De Felice, Perfetti ed altri amici. RIP vecchio amico, grande storico, persona affabile e dabbene, senza alcuna spocchia accademica…
peccato. Una voce autorevole che se ne va
R.i.p.
Vittorio
Ebbi l’occasione di conoscerlo a Trieste nel 2007 quando tenne una conferenza sul suo libro “Fascisti senza Mussolini”.Al termine, con altri camerati, ci intrattenemmo con lui. Ebbi cosi’l’occasione di raccontargli il rifiuto di Enzo Collotti ( titolare della cattedra di Storia Moderna) di farmi da correlatore sulla Tesi intitolata : “L’interpretazione del Fascismo di Renzo de Felice” e tutte le angherie subite in quella Facolta’dominata dai comunisti . Lui , sorridendo, mi racconto’di quelle subite a Torino . Poi ,sapendo dei miei incarichi nel M.S.I. negli anni ’60 , mi chiese di inviargli testi ,foto, e qualsiasi altra documentazione relativa alla nostra attivita’. Cosa che feci, capendo il suo rigore intellettuale. A livello umano era una persona gradevolissima e come storico ritengo la sua dipartita una grave perdita .