• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
lunedì 19 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Cultura

Perché rileggere “Tra donne sole” di Cesare Pavese

Il romanzo - che alterna monologo a fitti dialoghi - è ambientato in una Torino che presenta ancora le ferite della guerra

di Sandro Marano
17 Luglio 2022
in Cultura
3
Cesare Pavese

“Tra donne sole” è il penultimo breve romanzo scritto da Cesare Pavese prima del suicidio. Pubblicato nel 1949 in un trittico che comprende La bella estate, che dà il nome al volume e Il diavolo sulle colline, ritroviamo i classici temi delle sue opere: la solitudine, la nostalgia per il luogo d’origine e l’illusione di ritrovare quello che ci siamo lasciati alle spalle, l’incapacità o l’impossibilità di comunicare in modo autentico.
Il romanzo non piacque al moralista Calvino, ma piacque ad Antonioni che nel 1955 trasse liberamente da esso un magnifico film, Le amiche, che riscosse il plauso della critica e fu premiato con il Leone d’argento alla sedicesima Mostra del cinema di Venezia.
Il romanzo – che alterna monologo a fitti dialoghi – è ambientato in una Torino che presenta ancora le ferite della guerra. Le protagoniste sono donne sole, disincantate, annoiate dalla vita: Momina, Nene, Mariella, Rosetta restano chiuse nel loro ambiente, che è poi la medio alta borghesia. Torino è anche la città natale di Clelia, la narratrice, donna disinibita, volitiva, di umili origini, che è riuscita, grazie al proprio lavoro, a far parte di quel mondo borghese da lei ammirato e agognato fin dall’adolescenza. Clelia dopo tanti anni ritorna a Torino da Roma con l’incarico di mettere su un atelier di moda. Ma del mondo borghese che frequenta Clelia percepisce la vacuità, il cinismo, il vuoto:
«Quand’ero bambina, invidiavo le donne come Momina, Mariella e le altre, le invidiavo e non sapevo chi fossero. Le immaginavo libere, ammirate, padrone del mondo. A pensarci adesso non mi sarei cambiata con nessuna di loro. La loro vita mi pareva una sciocchezza, tanto più sciocca perché non se ne rendevano conto. Ma potevano far diverso? Al loro posto avrei fatto diverso?».
Per Clelia il lavoro è stato uno strumento di riscatto, ma nel momento in cui viene assunto come un valore primario, finisce per impoverire i rapporti umani e per omologarla a quel mondo che in fondo disprezza e di cui però si sente ormai parte:
«M’accorsi, camminando, che ripensavo a quella sera diciassette anni prima, quando avevo lasciato Torino, quando avevo deciso che una persona può amarne un’altra più di sé, eppure io stessa sapevo bene che volevo solo uscir fuori, metter piede nel mondo, e mi occorreva quella scusa, quel pretesto, per fare il passo. La sciocchezza, l’allegra incoscienza di Guido quando aveva creduto di portarmi con sé e mantenermi – sapevo già tutto fin da principio. […] Nemmeno di piantarmi lui era stato capace. Non si può amare un altro più di se stessi. Chi non si salva da sé, non lo salva nessuno».
Ed anche il successo conseguito nel lavoro si rivela alla fine un falso obiettivo:
«M’ero detta tante volte in quegli anni – e poi più avanti, ripensandoci – che lo scopo della mia vita era proprio di riuscire, di diventare qualcuna, per tornare un giorno in quelle viuzze dov’ero stata bambina e godermi il calore, lo stupore, l’ammirazione di quei visi familiari, di quella piccola gente. E c’ero riuscita , tornavo e le facce, la piccola gente eran tutti scomparsi (…) Maurizio dice sempre che le cose si ottengono, ma quando non servono più».

Tre donne sole di Cesare Pavese

Gli uomini che compaiono nel romanzo corrispondono perfettamente alle donne rappresentate: fatui, cinici, incapaci di provare sentimenti profondi. Sembra fare eccezione Beccuccio, il capomastro, che appartiene alla classe operaia, l’unico tra i tanti spasimanti a cui Clelia si concede. Ma entrambi alla fine debbono prendere atto che la distanza tra loro è incolmabile.
Di fronte alla dolorosa consapevolezza di Clelia e alla frivolezza delle altre risalta la fragilità di Rosetta, che ha già tentato una volta il suicidio. Rosetta avverte una mancanza (d’amore?) che nel romanzo non è ben specificata, ma solo suggerita:

«Rosetta Mola era un’ingenua ma lei le cose le aveva prese sul serio. In fondo era vero che s’era uccisa senza motivo, non certo per quella stupida storia del primo amore con Momina o qualche altro pasticcio. Voleva stare da sola, voleva isolarsi dal baccano, e nel suo ambiente non si può star soli, non si può far da soli se non levandosi di mezzo».

Dietro Clelia e Rosetta si nasconde, a ben guardare, lo stesso Pavese. E il racconto del suicidio di Rosetta anticipa drammaticamente il gesto estremo che lo scrittore avrebbe compiuto di lì a poco.

@barbadilloit

Sandro Marano

Sandro Marano

Sandro Marano su Barbadillo.it

Tags: cesare pavesesandro maranotra donne sole

Related Posts

IlPunto (di P.Buttafuoco). Alemanno e la battaglia (anche a destra) sull’abisso delle carceri

La Laudatio per la laurea all’Università di Enna. Pietrangelo Buttafuoco e la sintesi idee-azioni

19 Ottobre 2026
Una voce fra i portici di Bologna. Sotto il berretto di Lucio DaIla il cinema ne cerca l’anima

Una voce fra i portici di Bologna. Sotto il berretto di Lucio DaIla il cinema ne cerca l’anima

19 Ottobre 2026

Tiziano alla galleria Borghese, ovvero quando il colore pensa, la carne diventa spirito

“Nel nome del pallone”: la religio del calcio spiegata da Fulvio Paglialunga

Gamec, il Sironi finalmente riunito. Esposte le parti del cartone per l’affresco alla Sapienza. «Vera pittura sociale»

Al Regio di Torino il verismo cambia volto: la miseria, la maschera e il sole

Pensieri e aforismi per non soffrire, per capire e alla fine per lottare contro le false idee

“Tau. In segno d’amore”, Claudio Baglioni canta San Francesco

Segnalibro. L’intelligenza artificiale? Cambia l’uomo e altera le sue esperienze

Comments 3

  1. Guidobono says:
    4 anni ago

    ‘Del mondo borghese che frequenta Clelia percepisce la vacuità, il cinismo, il vuoto’… E avanti con la solita sparata anti-borghese. Strano perchè la media borghesia era la classe sociale di Pavese, nella quale c’era ovviamente un po’ di tutto, in Italia come altrove… Ciò vale anche per certi biografi di Pavese, che hanno insistito sui difetti e limiti della borghesia torinese del tempo. Come se essa non avesse pure avuto molti meriti, nell’idea della Pubblica Istruzione e nel valore della Scienza e della Cultura, nel far transitare il nostro Paese (o almeno una sua parte) dal Mediterraneo al Settentrione industrializzato, con tanto di ‘ascensore sociale’, nel suo dinamismo novecentesco ecc. .. Pavese non si sentiva a disagio nella condizione borghese, cinica, vuota (vacua è solo un sinonimo), sciocca o no, ma nella vita. Ciò che va al di là di classi e sociologismi abusati…

  2. Valter Ameglio says:
    4 anni ago

    Per restare sul pezzo sicuramente la borghesia ha avuto molti meriti sino a quando si è voluta assumere anche responsabilità politiche ( come al tempo di Pavese) e non solamente “fare soldi”
    Al limite , per l’articolo in questione, porrei l’accento sulla effettiva disparità di sensibilità tra il capitalismo anglosassone impregnato di calvinismo e quello europeo influenzato di cattolicesimo ( come quello di Clelia) che alla fin fine non considera la scalata sociale benedetta
    In definitiva se oggi esiste un capitalismo è quello prettamente finanziario che del lavoro, nobilmente inteso , non ha più nulla e che sostituisce nelle stanze decisionali qualsiasi volontà politica .
    In effetti la proletarizzazione è un processo mondiale di cui la “borghesia ” è la prima vittima, ma che non può piatire nessuna comprensione per la sua spontanea resa da ogni iniziativa politica e sociale

  3. Guidobono says:
    4 anni ago

    La borghesia dal ‘700 imita l’aristocrazia e ne imita il tratto distintivo, che non è il denaro, ma la cultura, il gusto, il senso delicato del vivere, lo stile. Oggi la borghesia è colta? Quale borghesia? Cristiano Ronaldo, Leo Messi, Donald Trump, quel cialtrone di Tesla, quell’altro di Facebook, Abramovich ecc.?

I più recenti

IlPunto (di P.Buttafuoco). Alemanno e la battaglia (anche a destra) sull’abisso delle carceri

La Laudatio per la laurea all’Università di Enna. Pietrangelo Buttafuoco e la sintesi idee-azioni

19 Ottobre 2026
Il vertice Ue di Bruxelles sull’immigrazione conferma il suicidio di chi invoca maggiore sovranità

Il vertice Ue di Bruxelles sull’immigrazione conferma il suicidio di chi invoca maggiore sovranità

19 Ottobre 2026
Una voce fra i portici di Bologna. Sotto il berretto di Lucio DaIla il cinema ne cerca l’anima

Una voce fra i portici di Bologna. Sotto il berretto di Lucio DaIla il cinema ne cerca l’anima

19 Ottobre 2026
Politica. Ritrovare la partecipazione al tempo della democrazia senza partiti

Ripensare la democrazia scommettendo sulla partecipazione

19 Ottobre 2026
Tiziano alla galleria Borghese, ovvero quando il colore pensa, la carne diventa spirito

Tiziano alla galleria Borghese, ovvero quando il colore pensa, la carne diventa spirito

19 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

IlPunto (di P.Buttafuoco). Alemanno e la battaglia (anche a destra) sull’abisso delle carceri

La Laudatio per la laurea all’Università di Enna. Pietrangelo Buttafuoco e la sintesi idee-azioni

19 Ottobre 2026
Il vertice Ue di Bruxelles sull’immigrazione conferma il suicidio di chi invoca maggiore sovranità

Il vertice Ue di Bruxelles sull’immigrazione conferma il suicidio di chi invoca maggiore sovranità

19 Ottobre 2026
Una voce fra i portici di Bologna. Sotto il berretto di Lucio DaIla il cinema ne cerca l’anima

Una voce fra i portici di Bologna. Sotto il berretto di Lucio DaIla il cinema ne cerca l’anima

19 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Luca su Lettere meridiane. A Napoli il Forum Mediterraneo sull’indipendenza e autodeterminazione dei popoli
  • Primula Nera su Il fanatismo woke colpisce pure le sneakers Converse boicottate per uno spot frainteso
  • Svart su Il successo dell’Afd e quello che dovrebbe fare una destra popolare in Europa
  • Guidobono su F1. Verstappen fa il pieno a Singapore, Hamilton rischia grosso
  • Guidobono su Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”
  • enrico su Corsica: Pasquale Paoli visto dai diplomatici veneziani a Versailles nel libro di un allievo di Gioacchino Volpe
  • donato su Deutsche Zeit. Il Cancelliere Merz ha sempre meno consensi. Il possibile successore vuole sciogliere l’AfD

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.