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Il caso. Basta scherzi, tirate fuori la vera Miss Finlandia con gli occhi dell’aurora boreale

Pubblicato il 8 gennaio 2017 da Silvia Valerio
Categorie : Cronache
La nuova miss finlandese di origine nigeriana

La nuova miss finlandese di origine nigeriana

Un articolo di costume per riflettere sulla contestata vittoria del concorso Miss Finlandia da parte di una giovane di origine nigeriana

Dai, adesso potete dirlo. L’epifania tutte le feste si porta via e si apre il carnevale. E a carnevale ogni scherzo vale. Anche quelli bastardi. Adesso potete dirlo che la nuova elezione di miss Helsinki, diciannovenne di origini nigeriane, è uno scherzetto per vedere se siamo ancora reattivi dopo il periodo di sbronze e panettoni, se i sensi non si sono annebbiati, se i botti di capodanno non ci hanno compromesso la funzionalità visiva e se abbiamo ancora quel tanto di vivacità mentale che basta ad accorgersi se ci siamo svegliati femmine o maschi, cani o gatti, uomini o caporali. Una specie di test di reattività. Come i computer, quando ti propongono quei calcoletti interessanti prima di farti entrare nella tua posta e si scusano: “Devo verificare che tu non sia un robot”. Buontemponi.

Be’, non siamo dei robot. Ci vediamo ancora discretamente. E poi, anche alla luce di una candela o della fiamma del gas in cucina uno avrebbe formulato all’istante un giudizio chiaro e distinto sulla signorina che avete scelto per il vostro scherzetto. Anche Goethe, quando faceva gli esperimenti nei campi alla luce della luna piena, avrebbe fatto un salto tra i ciuffi di erbe selvatiche e le civette.

E d’accordo che l’America è la guida di tutto e che per anni abbiamo contemplato una first lady che non era esattamente un fiore da cogliere – però lì eravamo in politica e qui a un concorso di bellezza, lì c’erano equilibri da mantenere e discorsi di rinnovamento e voglia di esotico eccetera eccetera.

E d’accordo che per anni l’avete menata con l’estetica del brutto, il paradosso, la grazia imperfetta e i cavoli a merenda, e vi piace così tanto strappare un’esclamazione dalla bocca degli osservatori, a prescindere dal fatto che l’esclamazione sia una parolaccia.

E d’accordo che volete dimostrarci giorno dopo giorno che è tutto relativo, anche le stagioni atmosferiche o un organo sessuale (chissà, magari, visto da un’altra angolazione, può essere considerato un muscolo adduttore della gamba arrivato lì non si sa come).

E d’accordo che la lotta per la sopravvivenza è dura per tutti, viviamo in una giungla, e volevate trovare un simbolo efficace per parlarne al mondo.  Ma, francamente, siete andati un po’ al di là. Più che uno scherzo, avete messo in piedi un palese non-sense, divertente fino a un certo punto.  Dobbiamo ripartire, affrontare le sfide del nuovo anno, armarci di buona volontà. Già ci siamo fatti cattivo sangue con le babbeaggini de Il volo e i fan cretini di Dolce&Gabbana, che li criticano perché scelti da Melania Trump. In questa giostra nevrotica della globalizzazione, i punti fermi ci fanno felici. Hanno quel sapore un po’ retrò che ci fa stare bene.

Quindi, decidetevi. Tirate fuori la vera miss, quella finlandese, quella color della neve, con le tende Marimekko nella cameretta e le pelli di renna, quella che non soffre il freddo e mangia salmone e pane di segale, con i capelli lisci come una canna da pesca e gli occhi da aurora boreale. E non parliamone più.

silviavalerio2@libero.it

Di Silvia Valerio

23 risposte a Il caso. Basta scherzi, tirate fuori la vera Miss Finlandia con gli occhi dell’aurora boreale

  1. Potrebbe benissimo essere lei, signora Valerio, se il mondo non fosse stato ribaltato da cima a fondo.

  2. Complimenti per l’ironia. E’ l’unica arma che ci resta contro la follia ragionata del “politicamente corretto”. Brava l’autrice. I Finlandesi che hanno coraggiosamente combattuto durante la guerra d’inverno contro il gigante sovietico, samurai del Nord, si rivoltano nella tomba

  3. Più che altro non si comprende a cosa serva un concorso del genere. A questo punto si faccia solo “Miss Mondo” e stop, se l’eletta può essere di qualsiasi razza o etnia. Una eventuale Miss Finlandia dovrebbe rappresentare la bellezza tipica finlandese, e la donna in questione non mi pare abbia simili prerogative. Allora, meno enfaticamente, si indica un concorso di mera estetica aperto a tutti, senza tirare in ballo la nazione (Finlandia, Italia, o altro).

  4. Brava Silvia!!!! Stai sempre in agguato per scovare ogni imbecillità globalista su cui la tua vivace e pungente penna ci offre occasione di meditare.

  5. Rimango sempre più convinto che i Suoi articoli o scritti dovrebbero essere almeno letti nelle nostre povere scuole.

  6. Gentilissimi, grazie davvero per i vostri commenti! Sono a dir poco lusingata.

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  9. Scusate, ma cosa c’entra un concorso di bellezza con la “bellezza ideale”?!
    Un concorso di bellezza riflette le esigenze della società da/in cui viene istituito. E’ un semplice effetto (o epifenomeno?) di quello che è la società.
    O, forse, pensate che una risorgenza possa darsi a partire da un concorso di bellezza istituito nel mondo occidentale e dalle polemiche che suscita?
    Se il concorso di bellezza è un epifenomeno, le polemiche che suscita non sono altro che un epifenomeno dell’epifenomeno… Posso anche dubitare che un tale concorso sia un semplice epifenomeno, ma epifenomeno sono senz’altro le polemiche da esso suscitate…
    O sbaglio?

  10. Carnevalata politicamente corretta. I concorsi delle Miss sono anticaglie anacronistiche. Però, a chi serve eleggere Miss Finlandia un’africana bruttina? Non è meglio sopprimere la manifestazione?

  11. Serve al Sistema, ovvio.

  12. Si autoumiliano. I popoli nordeuropei hanno perso il cervollo dopo tutta quella socialdemocrazia.

  13. Alessandra. Ma a quale “Sistema”? A quello dei socialdemocratici pirla e masochisti del Nord? Ai culattoni odiatori di femmine? Insomma, mi son rotto le palle di sentire gente che accenna a “Sistemi” misteriosi, oscuri e potenti che attentano alle nostre regole di vita. È solo colpa nostra, che non scendiamo in strada con i coltelli a serramanico e magari votiamo i “Vaffanculisti” comunistoidi. Oppure parliamo chiaro, non in modo criptico…

  14. Il Nord Europa è ormai preda, da anni, di una sbronza alcolica permanente, acuta e perniciosa. Forse lo salverà l’Islam ortodosso, wahabita…

  15. Scusate, pensavo conosceste “La disintegrazione del sistema”…

  16. Condoglianze ai Finlandesi. Popolo glorioso e studioso, meritavano di meglio.

  17. Alessandra. È da migliaia di anni che i “sistemi” si disintegrano e poi si riaggregano in qualche modo. Sei così gentile da illuminarmi? Perché la decadenza dell’Occidente è sotto gli occhi di tutti, ma la “disintegrazion del Sistema” è, mi pare, un concetto diverso. Grazie, Inch’Allah!

  18. Il sistema di cui parlavo è quello di cui si occupa il libro “La disintegrazione del sistema”. Tra l’altro, se non erro, nelle intenzioni dello scritto la disintegrazione è uno stato dal quale non si può “tornare indietro”. Dopo la disintegrazione non ci può essere alcuna “riaggregazione”.

  19. Alessandra. Quel papocchio indigesto di Freda del 1969 (quasi 50 anni fa) dove teorizzò un comunismo aristocratico, una via di mezzo tra la Repubblica di Platone, il Terzo Reich e la Cina di Mao? Ma che c’entra con la cozza della Finlandia? Saluti…

  20. Sinceramente non so come risponderti. Magari prova a rileggere “quel papocchio indigesto” e, dopo aver riflettuto un po’, valuta se esistono dei nessi tra il sistema del titolo di quel libro “indigesto” e il sistema (o mondo, o società – o come lo si voglia chiamare) in cui viviamo (sistema che ha partorito i concorsi di bellezza).

  21. Alessandra. Grazie per l’attenzione. Per me sono tutte confuse “parole in libertà”. Non ho mai amato Freda ed i nazimaoisti, insalata indigesta, anzi letale, il peggio del peggio. Infatti il maoismo è stato seppellito ed il nazismo non è risorto… Molto meglio puntare sull’Islam, naturale successore del cristianesimo, religione grottesca e macabra.

  22. L’autore/editore citato, che, peraltro, trovo interessante solo a tratti, mi pare tutto sommato molto rigoroso. Un bravo laureato su Platone, che insegnava il senso più metafisico della geometria. La proposta della Disintegrazione si legava più ai temi cari alla rivoluzione conservatrice, la quale con i movimenti politici che citi non credo abbia più di tanto a che fare. Non amo molto il cristianesimo, ma la pregnanza e la forza della figura del Cristo mi sembrano uniche.

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