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Cultura. Onfray su de Benoist: “Meglio un’idea buona di destra che una falsa di sinistra”

Pubblicato il 10 marzo 2015 da Michel Onfray [Traduzione dal francese di Manlio Triggiani]
Categorie : Cultura Politica

alain de benoistManuel Valls, l’amico di Bérnard Henri Lévy, perde il controllo! E’ necessario che la situazione elettorale sia catastrofica perché questo uomo che era vicino a Jankélévitch, era con i suoi genitori quando era bambino, è preso da delirio e panico, a questo punto, di fronte alla battaglia della Beresina che si annuncia!

Ecco cosa ha detto: “Quando un filosofo conosciuto, apprezzato da molti francesi, Michel Onfray, spiega che Alain de Benoist, che è stato il filosofo della Nuova Destra negli anni ’70 e ’80, che in un certo senso ha contribuito a formare la matrice ideologica del Fronte nazionale, con il Club de l’Horloge, il Grece (Gruppo di ricerca e di studi europei, ndt) (…) in fondo vale più di Bernard-Henri Lévy, significa che perdiamo i punti di riferimento”. E’ stato detto a Europe 1, I-TELE e Le Monde.

Michel Onfray

Michel Onfray

Nel JDD (Journal du dimanche, ndt), Jean-Marie Le Guen, mi è stato detto, ha anche fatto il pappagallo di ciò che probabilmente è stato loro fornito questa mattina come un elemento di discussione per i giovani che li ascoltano.

Se Fleur Pellerin, il ministro della cultura, non ha mai avuto il tempo di leggere un solo romanzo di Modiano, Valls, nel frattempo, non ha nemmeno il tempo di leggere l’intervista di Le Point a partire dalla quale delira. Che cosa ho detto?

La domanda era: “Quali sono gli intellettuali di destra ai quali lei si sente più vicino? “. Ecco quello che ho risposto: “Non mi sento vicino a BHL o ad Alain Minc, né a Jacques Attali che, mi è stato detto, sono di sinistra. Bisogna che io mi senta vicino per questo agli intellettuali di destra? Chi sono d’altronde? Concludete, se volete, che io preferisco una corretta analisi di Alain de Benoist a un’analisi errata di Minc, di Attali o di BHL e preferirei un’analisi che a me sembri giusta di BHL a un’analisi che trovo errata di Alain de Benoist… I Papuasi urlano! Ma non mi faranno dire che preferisco un’analisi errata di BHL sotto il pretesto che dice di essere di sinistra e che Pierre Bergé, Libération, Le Monde e Le Nouvel Observateur, sostengono che lo sarà… “. I Papuasi hanno quindi urlato fino a Matignon.

Se c’è bisogno di una spiegazione testuale a Manuel Valls al quale, decisamente la frequentazione di Jankélévitch non è servita amolto, dico che io, che sono di sinistra, preferisco una giusta idea, fosse pure di destra a un’idea falsa anche se è di sinistra, soprattutto se è di sinistra. Quale filosofo, qualse cittadino, potrebbe sostenere il contrario d’altronde, tranne che preferire l’errore e il falso per motivi ideologici?

Non sottoscrivere questa affermazione di elementare buon senso vale a dire che è meglio una falsa idea di BHL che una idea giusta di destra. Si vede dove tutto questo ci comporta, soprattutto a Marine Le Pen!

Così, per parlare di giustizia e di equità, io che sono di sinistra sono rimasto, poiché bisogna ripeterlo in questi tempi in cui quelli che effettivamente perdono i punti di riferimento non sono quelli che si crede, non sottoscriverei a proposito di Manuel Valls che stimò, nel 2009, sul mercato d’Evry che “mancava di blancos” (il riferimento era al numero eccessivo immigrati, ndt) un’idea che forse Alain de Benoist, proverebbe giusta, non so… (da Lepoint.fr)

@barbadilloit

Di Michel Onfray [Traduzione dal francese di Manlio Triggiani]

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