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Aeronautica. ANR, l’ultimo volo di Fausto Fornaci pilota umbro del “Gigi Tre Osei”

Pubblicato il 3 febbraio 2015 da Red
Categorie : Cultura

CascinaVaga

Il 6 febbraio di settant’anni cadeva, nei cieli veneti, il sergente maggiore pilota Fausto Fornaci, abbattuto dalla caccia statunitense.

Militare di grande esperienza, asso pluridecorato della guerra di Spagna e della Seconda Guerra Mondiale, Fornaci aveva aderito al bando Botto dell’autunno 1943 entrando nell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, forza aerea della Repubblica Sociale Italiana.

Non è il solo a fare quella scelta: aeroporti distaccati al nord, fabbriche d’aviazione nel centro e nel settentrione del Paese, la convinzione degli aviatori di dover fronteggiare, in qualche modo, la strapotere Alleato nei cieli italiani, spingono diversi piloti ad entrare nei gruppi caccia dell’ANR.

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Coccarda dell’ANR

Nel febbraio del 1945 molti di quegli uomini andati al nord non ci sono più: Faggioni, Bonet, Boscutti e altri esperti soldati sono stati tutti abbattuti. Il 6 Fausto decolla per intercettare una grossa formazione nemica in rotta verso la Germania. Si tratta di bombardieri scortati da nugoli di Thunderbolt e P51 Mustang, apparecchi veloci e potentemente armati che svolgono funzione di scorta alle fortezze volanti.

In numero molto ridotto rispetto agli avversari, il II Gruppo Caccia Terrestre “Gigi Tre Osei” cerca di far desistere o, per lo meno, indebolire, lo schieramento angloamericano.

Una furiosa lotta nel cielo e poi, il Messerschmitt Bf 109 di Fausto precipita nella campagna vicentina. Lo ritroveranno solo molti decenni più tardi (2002, nda), sotto metri di terra, con una copia dell’Hornblower di Cecil Scott tra le gambe, con scritto il nome, il grado e disegnato lo stemma dell’unità d’appartenenza i “Diavoli rossi” del “Gigi Tre Osei” comandati dal capitano (poi generale dell’AM) Mario Bellagambi.

Umbertide, città natale del pilota, è molto legata al suo concittadino, tanto da ricordarlo ogni anno. Nel 2015, in occasione del 70^ anniversario della morte, verrà deposta una corona di fiori sulla sua tomba, alla presenza delle autorità locali e del vice presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria Marchesani.

Poi, al Comune, ci sarà un convegno sull’Aeronautica Repubblicana, con presentazione del libro di Marco Petrelli “A difendere i cieli d’Italia” (Eclettica, 2014).

@BarbadilloIt 

Di Red

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