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Politica. Fenomenologia semiseria della destra che diventò socievole

Pubblicato il 10 dicembre 2014 da Marco Cimmino
Categorie : Politica

destra-sinistraPubblichiamo un articolo di Marco Cimmino risalente al 2007, nel quale venivano messi alla berlina alcuni atteggiamenti dell’allora Alleanza Nazionale e di una destra che forse del potere si è innamorata un po’ troppo. 

Destra sociale? Sì, no, boh! E poi Destra? Non sarà troppo perentorio? E quel “sociale” non suona di vecchiotto? Fa pensare un po’a Salò (Dio ne scampi…) e un po’ al vecchio partitaccio di Almirante. Oggi si viaggia a Neocons, a Teodem, e noi dovremmo rimanere fermi a questa vecchia carabattola di Destra sociale? Aria nuova ci vuole: chiamiamoci semidestra, nonpropriocentro, conservatorimasolounpochettino. E poi non si era detto che le componenti erano state sciolte?

Andiamo: sono finiti i tempi in cui si parlava di “gabbianelli” e di “poltronisti”. Oggi esiste una sola componente in An. Ed è sempre la stessa: quella di chi il potere ce l’ha e se lo tiene bello stretto. Che dire? Ci eravamo sbagliati. Anche chi scrive deve fare un atto di contrizione e chiedere scusa ai gentili lettori e alle stupende lettrici: un tempo, egli si ebbe a scrivere un pezzullo, che, ad onta del suo pochissimo spessore, ottenne un qualche successo. Il pezzullo spiegava vulgo cosa fosse la Destra sociale: quattro nozioncine imparaticce, intendiamoci, ma, nonostante ciò, moltissimi siti internet di destra, dovendo spiegare l’essenza sociale di An, utilizzarono proprio le striminzite noterelle cimminiane. Questo, se portò all’autore un qualche orgoglietto da poveri, per certo non gli portò palanche: carmina non dant panem…

Fatto si è che qualche burlone, in vena, evidentemente, di parodia, indicò il sottoscritto come uno degli ideologi di riferimento della Destra sociale. A parte che uno, per fare l’ideologo, dovrebbe avere almeno qualche buona idea, mentre io non partorisco una buona idea nemmeno sotto ossitocina: nego, soprattutto, di avere qualcosa a che fare con questo reperto archeologico che è la Destra sociale! Io sono come Veltroni: sono sempre stato antiqualcosa, anche se, per la verità (il diabete…gli anni…) non mi ricordo più di cosa si trattasse. Non ho mai veramente pensato che l’Italia potesse virare in direzione sociale: delle pensioni delle vecchiette mi sono sempre fatto un baffo. Della scuola, della previdenza sociale, della pressione fiscale, cosa volete che me ne importi? E la sanità? Ma non scherziamo: me n’è sempre fregato meno che a Storace di diventare ministro! Io ho scritto quelle cose sulla Destra sociale perché me le avevano chieste: ma con la DS non c’entro nulla, chiedetelo pure in giro. Sono sempre stato un assertore convinto del clientelismo più caparbio: mi dispiace di essere figlio unico soprattutto per non avere dei fratelli da piazzare in qualche posto. Ho sempre rispettato il potere e, ancor più, i potenti: la mia tecnica di genuflessione meriterebbe un trattato in giapponese, del tipo di quelli sul Bushido. Figuratevi se avrei mai potuto dichiararmi sociale: anche solo concepire un’idea sociale di società. Semmai socievole: feste, garden party, happy hours. Ho sempre posseduto rare doti di intrattenitore da dopocena: anche adesso che, per ragioni patologiche, devo spesso saltare la cena, intrattengo e intrattengo…

Ecco: Destra socievole potrebbe essere il nuovo nome! Una Destra moderna, telegenica, che viaggia in Bmw: sempre pronta a stappare un Dom Perignon in onore degli sfrattati di Tor Vergata o delle liste d’attesa del Policlinico. Una Destra spumeggiante, insomma. Al diavolo Mussolini, uno e due. Al diavolo Salò e la Giovane Italia, l’FdG e l’Msi: siamo nel 2007 e abbiamo appena vinto le amministrative in Brianza. Cosa volete che gliene freghi a Lissone di Julius Evola? Lì conta di più una fabbrica di abat-jours! E poi, cari miei, c’è poco da fare: oggi, in un’epoca di navigatori satellitari, la Destra non è nemmeno più un’indicazione attendibile. Oggi mica svolti a destra: tra centocinquanta metri girare in via Pigafetta…oggi ci vogliono coordinate più precise.

Oggi si è “finiani”, mica di Destra. Dire che si è “finiani” è chic e non impegna: fa pensare a giacche di buon taglio e a camicie fresche di bucato, a mute da sub e a cristiania a scodinzolo. E poi non ti costringe ad avere un’opinione: uno che sia “finiano” non è tenuto ad esprimersi o, se lo fa, cita a memoria i passi più entusiasmanti di Porta a porta. Altro che quelle belinate astruse che avevo scopiazzato per la Destra sociale. Datemi retta, companeros, non c’è bisogno nemmeno di discutere: la Destra sociale non esiste più, anzi, non è mai esistita. Prova ne sia che gli ex “sociali”, ultimamente fanno i pesci in barile, in attesa del definitivo rendiconto: si farà un bel partito unico o nascerà una federazione con un Partito della Libertà al posto di Forza Italia? Siccome non si sa (anche quelli che dicono di saperla lunga bluffano alla grande), meglio lasciar da parte queste favolette sociali, buone per prendersi qualche voto dai ragazzini e dalle vecchiette: nel dubbio di far male è meglio non fare proprio niente.

Quando avremo vinto le elezioni, se ne discuterà. Avremo cinque anni di tempo. E la pensione assicurata. Anche questo è un punto di vista sociale, vedete? Destra socievole: una scelta per il nostro futuro…peccato solo che quel “nostro” sia inteso tutt’altro che estensivamente! Comunque, se a qualcuno a destra, cioè, pardon, a lato di Berlusconi avesse bisogno di un sottosegretario alla Pubblica Istruzione, io mi candido. In subordine, posso anche vuotare i posacenere: so fare un po’ di tutto. E’ proprio vero che l’uomo è un animale sociale. Spesso, invece, il politico è semplicemente un animale.

@barbadilloit

Di Marco Cimmino

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