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Politica. Se i modelli dell’Italia di Renzi sono l’industriale Cucinelli e il finanziere Serra

Pubblicato il 4 novembre 2014 da Onofrio Romano*
Categorie : Scritti
Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli

A intervalli regolari Gabanelli-Report ci indica il suo ideale di imprenditore: Brunello Cucinelli. Made in Italy integrale, “profitto normale”, dignità del lavoro ecc. Per dire che non occorre necessariamente delocalizzare, finanziarizzare, svalutare il lavoro per avere successo in questo mercato. C’è il piccolo problema che un maglioncino prodotto da Cucinelli costa qualcosa come 1000 euro.

Chi se lo può permettere? Ovvio: coloro che campano di “extra-profitto”. I beneficiari di “profitto normale” non ci arriverebbero mai. Per poterti comprare un maglioncino Cucinelli devi percepire guadagni che vanno ben oltre quel che è possibile ricavare dalla (normale e normata) messa a valore dei fattori produttivi. Totale: la prosperità di un’impresa che non delocalizza, non finanziarizza, non svaluta il lavoro è legata alla diffusione della delocalizzazione, della finanziarizzazione, della svalutazione del lavoro (quando non della vera e propria economia criminale).

Cucinelli ha triplicato il fatturato negli ultimi anni: la crisi, infatti, ha moltiplicato il numero di coloro che possono permettersi i suoi maglioncini. La Leopolda ha dato precisa rappresentazione del sistema: modello Cucinelli e modello Serra (Davide), insieme, nella stessa sala. Uno fa i maglioni grazie alla “eccellenza italiana” e l’altro li compra grazie alla speculazione. Tutto si tiene.

L’intervento di Cucinelli alla Leopolda di Renzi

Video al momento non disponibile.

*sociologo dell’Università di Bari

@barbadilloit

Di Onofrio Romano*

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