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Scintill&Digitali. Guerriero: “Start Mag punta su nuove energie e start up tecnologiche”

Pubblicato il 21 settembre 2014 da Francesco Filipazzi
Categorie : Scritti

startmagAbbiamo incontrato Michele Guerriero, fondatore della rivista Start Mag, www.startmag.it, assieme a Valerio Giardinelli . Start Mag si occupa di crescita economica basata sulle nuove tecnologie. Il sito è online ormai da quattro mesi e sta riscuotendo un grande successo di pubblico e di attenzione da parte degli operatori del settore innovazione.

Perché avete fondato StartMag, qual è la vostra “mission” editoriale?

Sin dal nome della rivista, noi vogliamo dare un’idea di ripartenza, che è la chiave di lettura di StartMag. Un’operazione prima di tutto culturale per far capire che l’uscita dalla crisi e la rinascita economica partono dai nuovi settori dell’economia. Ci occupiamo di nuove tecnologie in ambito ambientale, energie pulite e di start up, ma anche di “lifestyle” e nuove tendenze nel mercato dei consumi. Il tutto senza dimenticare i settori tradizionali che dalle nuove tecnologie possono solo trarre vantaggio.
Quindi parliamo di argomenti nuovi, di come ad esempio la tecnologia può migliorare un settore come la sanità, di come internet cambia i modi di fruire i contenuti che prima erano presenti solo in TV o di come tramite la rete possono essere sviluppate le smart city.

Ci sono molti detrattori delle energie pulite e rinnovabili, voi come vi ponete di fronte alle critiche a questo settore?

Noi quando parliamo di energie pulite intendiamo le rinnovabili ma anche le nuove forme di sfruttamento degli idrocarburi. Abbiamo pubblicato un’infografica sullo shale gas e parlato delle sue ricadute geopolitiche, così come abbiamo parlato delle vie del gas in Europa.
Inoltre quando parliamo di ambiente diamo molta attenzione all’ambito delle clean technologies e a come possono aiutare l’industria a migliorare il proprio impatto ambientale.

Rinnovabili e innovazioneVoi parlate del mondo delle start up, anch’esso però non esente da critiche, soprattutto riguardo la longevità di queste nuove imprese.

L’Italia sulle start up ha una delle legislazioni migliori, rispetto a quelle straniere. Potremmo dire che è fenomenale. Per una volta dobbiamo dare atto al legislatore di aver creato una legge fatta bene. Il trattamento fiscale è ottimo e la burocrazia non è molta.  Il problema è che abbiamo un ritardo storico. Dobbiamo creare un ecosistema composto da università, amministrazioni e aziende che favorisca la crescita di queste aziende. Inoltre vanno trovati gli investitori, che in Italia sono solo poche decine, mentre ad esempio in USA sono migliaia.

Le innovazioni di cui parlate trovano spesso un freno nel problema infrastrutturale dell’Italia. Secondo te qual è la priorità per tornare a crescere?

Quando si parla di infrastrutture dobbiamo distinguere fra le vie di comunicazione, come strade e ferrovie, quelle energetiche, si pensi ai rigassificatori, per citare poi le telecomunicazioni, come internet veloce e la banda larga. Al momento la priorità vera è proprio internet veloce, perché è legato a tutta una serie di opportunità, come l’e commerce, che stiamo perdendo. La fibra ottica, i wi fi liberi e il 4G sono quindi ciò su cui dobbiamo intervenire.

@barbadilloit

Di Francesco Filipazzi

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