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Libri. “Fra i dannati della terra” di Gianni Oliva: la storia della Legione straniera

Pubblicato il 17 settembre 2014 da MarcPetr
Categorie : Libri

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Bir Hacheim, 1942. Uomini della 13^ demi brigade della Legione straniera francese all’assalto.
(Immagine in technicolor)

SS marchons vers l’ennemi Chantant le chant du Diable Car dans le cœur des gars hardis” cantavano i volontari francesi che combatterono l’ultima battaglia della Seconda Guerra Mondiale, fra le rovine di Berlino. Era il 1945 e, di lì a pochi mesi, i sopravvissuti degli scontri con i sovietici sarebbero in molti confluiti nei ranghi della Legione straniera, portando con sé tradizioni e… canti, come le Chant du Diable, ancora oggi eseguito (ma rivisitato, nda).Un mondo strano la Legione che, dal 1831, è in qualche modo specchio del periodo storico che vive: gli sconfitti dei moti risorgimentali, poi gli anti fascisti e gli antinazisti battuti in Spagna e poi ancora gli esuli anti comunisti dell’URSS e gli ex soldati dell’Asse in fuga dalle epurazioni. Un’umanità eterogenea in marcia nel Sahara o tra il verde rigoglioso ed insidioso delle giungle d’Indocina, al passo di Le Boudin.

Di questo e di molto altro parliamo con Gianni Oliva che ha appena dato alle stampe “Fra i dannati della terra – Storia della Legione straniera” (Mondadori, coll. le Scie, 2014).

Professore, cos’è la Legione?

La Legione Straniera è un reparto costituito in Francia nel 1831 per accogliere stranieri disposti a mettersi al servizio di Parigi. Non si tratta, però, di un ordinario reparto di mercenari: in Legione sono sempre andati gli sconfitti, quelli che scappavano da una rivoluzione fallita, da un amore sfortunato, da una condanna: la Francia li ha protetti permettendolo loro di cambiare nome, ha dato loro nuova identità (come dice il motto “Legio patria nostra”), ha garantito la nazionalità francese dopo cinque anni di servizio: in cambio, ha usato la Legione per i compiti più difficili delle guerre coloniali, là dove le violenze inflitte e quelle subite trasformano il servizio in dramma (come è stato scritto, “con la Legione la Francia ha usato i figliastri per risparmiare i figli”)”.

A fronte della consapevolezza di una vita molto dura, cosa spingeva un uomo ad entrate nella Ls?

Ognuno ha cercato qualcosa di differente, Bottai il riscatto, Malaparte la guerra antiaustriaca, Junger lo sfogo alla propria inquietudine. Tutti i legionari hanno un carattere irrequieto e spesso insofferente, con qualcosa da dimenticare e qualcosa da sfidare”.

 Dall’Ottocento a oggi non sono mai mancati gli italiani. Perché?

Sì, la nazionalità più presente in Legione è quella tedesca, subito dopo quella italiana. E’ comprensibile: da un lato ragioni di vicinanza, dall’altro le turbolenze di un Paese che ha conosciuto le sconfitte prerisorgimentali del 1830/31 e del 1848 e quelle del fascismo, dall’altro ancora le difficoltà economiche che hanno indotto molti ad emigrare per trovare lavoro e qualcuno ad arruolarsi. Carlo Pisacane è stato il primo italiano ‘illustre’ in Legione: legionario per amore, dopo una fuga da Napoli con una donna sposata. Bottai e’ stato il piu’ significativo: vent’anni come esponente di primo piano del regime, ministro della Cultura, dopo l’8 settembre inseguito dal governo Badoglio come ex gerarca e dalla RSI come traditore del 25 luglio. La Legione gli offre protezione e lo arruola come soldato semplice: quattro anni in Algeria, sinchè nel 1948, conclusi con l’assoluzione i processi a suo carico, rientra in Italia”.

2014: cos’è oggi la Legione?

La Ls opera oggi come i reparti professionali di altri Paesi, impiegata nelle missioni all’estero (in Afghanistan con le forze internazionali, in Mali con soli altri reparti francesi): in alcune occasioni ci sono anche esercitazioni comuni con altri eserciti, per esempio sulle Alpi occidentali alpini della “Taurinense” e legionari fanno “campi” invernali comuni . Gli effettivi si sono ridotti a 7.200: è ancora oggi possibile cambiare nome, anche se i Comandi fanno indagini scrupolose per evitare infiltrazioni di terroristi. La regola è ‘la Legione prima vuole sapere tutto di te, poi ti garantisce l’anonimato’. Negli anni Novanta molti legionari provenivano dalla ex-Jugoslavia, oggi le richieste di arruolamento arrivano da ragazzi mediorientali o maghrebini: come sempre è stato, la Legione è lo specchio delle turbolenze del mondo!

@barbadilloit

@marco_petrelli

Di MarcPetr

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