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Politica. Renzi e Berlusconi uniti dallo stile americano nella retorica

Pubblicato il 14 marzo 2014 da Giuseppe Vargas
Categorie : Politica

renzi_berlusconiL’approdo graduale verso una sempre maggiore personalizzazione del sistema politico italiano ha influenzato anche la retorica politica con i suoi temi, metafore e miti di volta in volta utilizzati dai protagonisti nelle tornate elettorali.

Non più (solo) partiti come principali produttori di simboli politici bensì anche visioni retoriche più complesse di cui i leader cercano, in vari modi e con risultati alterni, di farsi portavoce. Evocazioni nella retorica che servono a  stabilire un legame simbolico fra elettore-leader.

berlusconi 94Uno dei principali temi ricorrenti nella comunicazione politica della seconda Repubblica è il tema del nuovo. In principio, nel 1994 fu Berlusconi a giocare con maggiore successo questa carta,riconducendola da una parte al mito del miracolo economico ben sedimentato nell’immaginario degli italiani, promuovendo un “nuovo miracolo italiano” e, dall’altra, alla forza retorica del sognoattraverso lo slogan “il potere di un sogno”.

Nulla di inventato. Anzi, sono categorie semantiche ricorrenti nella comunicazione politica americana (New freedom, New deal, New beginning, ecc) da molti decenni prima che in Italia. Il sogno poi, è il topos americano per eccellenza: the American Dream.

renziquiriUltimo in ordine di tempo a pescare a piene mani nel repertorio della comunicazione politica americana è il neo-premier Renzi. Del nuovo come messaggio da veicolare ne fa ampio uso: l’atteggiamento è nuovo (mani in tasca mentre parla), i discorsi a braccio  (evitando di leggere il più possibile) rappresentano  un nuovo stile e nelle sue stesse parole si coglie la volontà di sottolineare la novità che egli rappresenta. Vedi la citazione al Senato in occasione della fiducia quando dice con ironia “non ho l’età per sedere in questa aula”  

Sempre nello stesso discorso non si fa mancare neanche l’altro topos tipico della retorica politica made in USA:  “Dobbiamo recuperare il gusto di fare dei sogni più grandi”. 

Con Renzi, in conclusione, un altro passo verso quel processo di americanizzazione della comunicazione politica si sta compiendo.  

@barbadilloit

Di Giuseppe Vargas

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