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L’intervista. Tarchi all’Espresso: “La crisi economica non favorirà le destre radicali”

Pubblicato il 15 gennaio 2014 da Liam Brady
Categorie : Politica

tarchiLa formula che si sta affermando in tutta Europa con la crisi economica che sta generando una progressiva crescita dei consensi per le destre radicali e critiche dell’Euro non funzionerà in Italia. E’ questa la tesi del professor Marco Tarchi, ordinario dell’Università di Firenze e direttore di Diorama letterario e Trasgressioni, quest’ultima riconosciuta come una delle più autorevoli riciste di studi accademici sul populismo.

“La crisi non sdoganerà l’estrema destra nostrana perché la concorrenza populista di Grillo è troppo forte”: questo è il commento di Marco Tarchi, al settimanale “L’Espresso”. Per le europee il politologo prevede una crescita del fronte degli ex An,  “i postmissini potrebbero giovarsi della scissione del Pdl per puntare al 4-5 per cento, ma le formazioni più radicali che, insieme, nel febbraio scorso non hanno raggiunto l’1 per cento non possano sperare di più”.

Il fenomeno Alba Dorata non ci sarà in Italia. Tarchi ha spiegato che “se non ci fosse l’offerta dei Cinque Stelle una formazione populista più spostata a destra si potrebbe affermare. Dubito che i gruppi oggi esistenti abbiano comunque questa chance: l’ascendenza neofascista, con tutti i suoi difetti d’immagine è per loro una palla al piede”. Infine un passaggio su Msi e Casapound: “Il Msi intendeva seguire la propria via dentro le istituzioni. Se non fosse stato escluso dai giochi con la formula dell’arco costituzionale, avrebbe cercato di condizionare il centro e di partecipare a governi. Casapound esprime sentimenti antisistemici, punta sul lievito del malcontento, ha idee politicamente utopiche”. L’autore del saggio “Esuli in patria” ritiene che le destre radicali italiane non abbiano “aggiornato il bagaglio ideologico arrivando a separarsi dalla zavorra delle nostalgie, delle tentazioni autoritarie, delle inclinazioni alla violenza o di retorica guerriera”.

@barbadilloit

Di Liam Brady

7 risposte a L’intervista. Tarchi all’Espresso: “La crisi economica non favorirà le destre radicali”

  1. Anche perché manca la preparazione.

  2. E’ preparata la Meloni che ha a malapena finito le scuole dell’obbligo , perito turistico ahahahhha

  3. Signor Gallarò, lei che studi avrebbe condotto? e soprattutto, valutare una persona in base agli studi certificati dal pezzo di carta non le sembra il classico modo di porsi tipico dell’italietta post bellica, degli azzeccagarbugli e delle lauree comprate al supermercato o regalate dall’amico del papà?
    Si riprenda dall’ubriacatura sessantottina, la prego.

  4. ….. L’autore del saggio “Esuli in patria” ritiene che le destre radicali italiane non abbiano “aggiornato il bagaglio ideologico arrivando a separarsi dalla zavorra delle nostalgie, delle tentazioni autoritarie, delle inclinazioni alla violenza o di retorica guerriera”.

    Traduzione: cioè sono colpevoli di non aver abbracciato il pensiero debole, liquido, conformista e filo-occidentale ” della nuova destra tarchiana, principale responsabile ideologica di tutte le derive “mutanti2 nelle cosidette “destre nuove” : quelle partorite da fiuggi in poi ” ….. ( AN-FLI-PDL-FDI-NCD ecc. ecc. ecc).

    Meglio “il cattiverio” della melma destro-liberal-conformista

  5. Analisi impietosa ma realistica. L’unica rivoluzione che le recenti destre hanno saputo fare è la corsa al 4-5% dell’elettorato. Niente prospettive future e nessuna aspirazione a guidare una Nazione: la fantasia politica e il futurismo si è rinsecchito, anche con le sigle e le collocazioni.
    All’orizzonte per le attuali destre c’è il nulla, perchè nemmeno cercano l’orizzonte.

  6. Non credo che il movimento di Grillo possa interpretare ancora a lungo la protesta: la manifesta inadeguatezza del suo personale politico,le scelte autolesioniste come quelle sull’abolizione del reato di clandestinità, la sostanziale sterilità politica ne decreteranno ben presto la fine. E allora arriveremo noi …

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