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Il racconto. Letta e Alfano nella sesta bolgia dell’Inferno dantesco

Pubblicato il 3 gennaio 2014 da Sandro Marano
Categorie : Cronache Cultura

alfano lettaSì, finalmente li ho incontrati in un sogno premonitore. Stavo ricalcando le orme di Dante e di Virgilio, quando m’imbattei in loro nella 6^ bolgia dell’VIII cerchio, dove stanno gli ipocriti condannati a portare cappe che di fuori sono tanto dorate che abbagliano, ma all’interno sono pesanti e tutte di piombo (“di fuori dorate son, sì ch’elli abbaglia, / ma dentro tutte piombo e gravi”). E seguivano a passi lentissimi i due frati Catalano e Loderingo, uno ghibellino e l’altro guelfo, che nel 1266 dopo la battaglia di Benevento furono nominati insieme podestà col compito di sanare le ferite della guerra civile (“frati godenti fummo e bolognesi / Io Catalano e questi Loderingo / nomati e da tua terra insieme presi / (…) per conservar sua pace”), costituendo quello che oggi chiameremmo “governo di larghe intese”, ma che furono talmente parziali da ottenere l’esecrazione di tutti ed essere cacciati a furor di popolo. Come i due frati che Dante prende ad emblema delle facce di bronzo, i due signori, nella loro opera di governo, non fanno che spacciare moneta falsa, politicamente s’intende. Dicono di aver abolito le Provincie e si scopre che queste strane istituzioni che tutti vogliono abolire rimangono in piedi come enti non elettivi (con pesanti ripercussioni burocratiche e fondato sospetto di incostituzionalità) aumentando per giunta le città metropolitane; dicono di aver abolito l’IMU e invero hanno introdotto la ben più pesante IUC; dicono di aver abolito il finanziamento pubblico, ma poi si scopre che la misura sarà effettiva dal 2017 (senza toccare però i consistenti finanziamenti ai gruppi parlamentari e regionali!); dicono che sono contrari alla politica di solo rigore finanziario imposto dall’Eurocrazia di Bruxelles e continuano a firmare accordi capestri, come quello sull’unione bancaria che darà il colpo di grazia alla sovranità del popolo; dicono che tutto va per il meglio e che mangeranno il panettone quest’anno e il prossimo (Dio ce ne scampi!) e non vedono come siano aumentate precarietà, disoccupazione, recessione e infelicità della gente. E si potrebbe continuare. Malgrado il cappuccio abbassato sugli occhi li ho riconosciuti i due compari, sono proprio loro, Letta ed Alfano.

@barbadilloit

Di Sandro Marano

Una risposta a Il racconto. Letta e Alfano nella sesta bolgia dell’Inferno dantesco

  1. Complimenti a Sandro per la sua analisi colta e pungente. Il parallelismo regge, fin troppo.

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