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(IlGiornaleOff) Attilio Maggiulli in auto contro l’Eliseo primo “forcone” del teatro italiano

Pubblicato il 28 dicembre 2013 da Edoardo Sylos Labini
Categorie : Cultura

le-monde_640(Pubblichiamo l’editoriale de Il Giornale Off, rivista telematica e spazio corsaro su Il Giornale cartaceo, che condivide temi e sensibilità non conformista con Barbadillo.it)

Cosa può spingere il direttore di un teatro a schiantarsi in velocità contro il cancello della residenza di un Presidente della Repubblica? E’ successo il giorno di Santo Stefano a Parigi, l’autore del gesto estremo è un attore e regista italiano che gestisce la Comedie Italienne, storico teatro di Montparnasse nel capoluogo francese.

Dopo aver tirato fuori dalla sua auto un Arlecchino, averlo cosparso di benzina e avergli dato fuoco è risalito in auto gettando dai finestrini alcuni volantini di protesta e si è poi lanciato contro la cancellata dell’Eliseo. Tutto per denunciare i tagli e le mancanze di fondi per il suo teatro! Un gesto terroristico per alcuni, un‘azione dannunziana per altri, io l’ho ribattezzato: il primo Forcone del Teatro italiano! Attilio Maggiulli, questo è il nome del direttore, in realtà con le beghe di casa nostra non ha nulla a che vedere e così privo di conoscenza è stato portato in ospedale in stato di fermo.

Mi chiedo cosa sarebbe successo se questa eclatante azione di protesta fosse avvenuta in Italia. Nel nostro paese i tagli nel settore Spettacolo e Cultura sono da anni all’ordine del giorno in ogni finanziaria che si rispetti. Poi è usanza scendere in piazza soltanto quando il Governo vara e vira a destra. Tutti ricordano alcune patetiche occupazioni di red carpet organizzate a comando con artisti che protestavano contro gli stessi che poi li distribuivano. Un must del manuale del finto rivoluzionario dello Spettacolo ad esempio è fischiare alle proiezioni quando nei titoli di coda appare la scritta Medusa. Della serie : “ cuore a sinistra bonifico da destra”. A parte queste proteste pilotate e l’occupazione del teatro Valle di cui abbiamo già parlato in editoriali precedenti , il mondo dell’intrattenimento culturale in Italia sembra anestetizzato come gran parte della penisola.

L’impotenza è un brutto sentimento che se alimentato dal politicamente corretto può portare ad una pericolosa implosione. Al contrario l’azione simbolica come gesto di ribellione , se non fa del male a cose o persone, ha un suo fascino, una suateatralità. Libera energia che repressa può far danni.

Vogliamo mettere i volantini tricolori lanciati dai loggioni dei teatri al grido di Viva Verdi durante il Risorgimento, quelli che d’Annunzio gettò dal suo Sva su Viennao il pitale di carote e rape che Guido Keller nel 1920 fece piovere dall’alto suMontecitorio con le vetrine spaccate, i cassonetti in fiamme , la Madonnina divelta a terra durante i disordini degli antagonisti negli scontri di un paio di anni fa nel centro di Roma.

La bellezza di un’idea si regge sulla bruttezza della realtà e la teatralità di un gesto è molto più forte della violenza gratuita fatta nel branco.

Non si può non ricordare a tal proposito quella straordinaria installazione che fu laFontana di Trevi rossa che Graziano Cecchini realizzò provocatoriamente nel 2008, senza nessun danno per l’opera d’arte, per denunciare alcune “spese di troppo” dell’allora giunta capitolina a favore dei “soliti noti” al Festival del Cinema di Roma.

Eppure spesso questi gesti isolati , singoli e allo stesso tempo singolari vengono subito etichettati dall’opinione pubblica come violenti e pericolosi come è successo qualche giorno fa con chi si è permesso di sostituire la bandiera dell’Unione Europea con il nostro tricolore, un “pericoloso atto eversivo” punito per direttissima con tre mesi di carcere!

Insomma il direttore della Comedie Italianne avrà anche esagerato ma ci ha lanciato un messaggio chiaro a noi artisti suoi compatrioti: non permette a nessuno di bruciare un simbolo dell’italianità nel mondo; io lo sto facendo in Francia , voi fatelo in Italia con creatività senza violenza come soltanto gli artisti sanno fare; farà molto più rumore di una molotov e di un occupazione politicizzata.

Penso subito a Ferruccio Soleri al dolore che proverebbe senza il suo Arlecchinoche porta in giro nei teatri di tutto il mondo dal 1963.

Nel 2014 invece Plutone entra in Capricorno, l’ultima volta è stato 248 anni fa e ci fu la presa della Bastiglia!!

Buon anno a tutti gli uomini coraggiosi , a tutti quelli che vogliono migliorare la nostra società e in particolare buon anno ai veri rivoluzionari dell’Arte.

da * http://www.ilgiornaleoff.it/larlecchino-non-si-tocca/

Di Edoardo Sylos Labini

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