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Cinema. Mondo Hobbit e note metal tra Led Zeppelin e Black Sabbath

Pubblicato il 9 dicembre 2013 da Francesco Filipazzi
Categorie : Cultura

gandalfTolkien ha influenzato l’immaginario di centinaia di artisti in ogni ambito. Il suo legendarium è stato terra di conquista per i musicisti sin dagli anni ’60, ma il genere che è stato influenzato più di tutti dalle saghe della Terra di Mezzo è stato il Metal. I primi furono i Led Zeppelin, precursori del genere, che basarono “The Battle of Evermore” sul Signore degli Anelli, molto verosimilmente sulla Battaglia dei Campi del Pellenor. Altra canzone tolkieniana è “Ramble on” e addirittura qualcuno azzarda “Stairway to Heaven”, che di certo ha un’ambientazione fantastica se non necessariamente derivante dal legendarium.

amonamarthsurturrisingvoeveeferegrg5I Black Sabbath, da molti considerati i primi veri metallari, lessero il Signore degli Anelli e composero la canzone “The Wizard”, ispirata da Gandalf, come spiegato direttamente dal bassista del gruppo Geezer Butler. Successivamente il metal ebbe un’evoluzione e una diffusione globale, di cui è difficile dare conto se non scrivendo centinaia di pagine, così come è quasi impossibile elencare ogni canzone che contiene un riferimento tolkieniano. I sottogeneri che attingono principalmente dall’epica e dalle saghe nordiche sono l’Epic, il Power, il Viking e il Death Metal, nei quali ritrovare richiami al professore di Oxford è facilissimo a partire dai nomi. Da segnalare ad esempio gli Amon Amarth (che è il nome del Monte Fato) dalla Svezia e i Cirith Ungol (un luogo di Mordor) dagli Stati Uniti.

Va detto che sotto l’influsso tolkieniano sono nati dei lavori di massimo pregio. Nel 1998 i tedeschi Blind Guardian pubblicarono ”Nightfall in Middle Earth, un concept album interamente dedicato al Silmarillion, considerato l’opera più importante del Power Metal. I Bardi, soprannome dei Blind, hanno legato a Tolkien buona parte della loro carriera,  visto che già nel primo Album dell’88, “Battalions of Fear”, avevano inserito canzoni come “Gandalf’s Rebirth” e “By the gates of Moria”, certificando ancora una volta la grandezza del papà degli Hobbit. Una grandezza che è andata oltre le barriere della letteratura e ha ispirato grandi opere d’arte.

@barbadilloit

Di Francesco Filipazzi

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