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L’intervista. Padre Anthony: “Dialogo ortodossi-cattolici a difesa dei valori cristiani”

Pubblicato il 24 novembre 2013 da Alfonso Piscitelli
Categorie : Cultura Le interviste
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Padre Anthony

Roma, a poca distanza dal Vaticano: la Chiesa ortodossa russa di Santa Caterina non è molto diversa dalle chiese cattoliche tradizionali… In fondo, somiglia a quelle chiese che i cattolici costruivano prima di affidarsi ad architetti “moderni” capaci solo di progettare edifici simili a garage, capannoni industriali, centri commerciali.

Il parroco di Santa Caterina è Padre Anthony  Sevryuk, che per quanto molto giovane ha già ricoperto incarichi di grande importanza nella chiesa ortodossa russa: è stato infatti segretario personale dell’attuale patriarca di Mosca, Kiril.

Padre Anthony ha ricevuto il titolo di “archimandrita”: titolo che non suonerà strano agli italiani che conservano reminiscenze liceali. Dante nella Divina Commedia chiamava appunto San Francesco “archimandrita”. Ovvero, capo spirituale del gregge delle anime: fedele collaboratore del Cristo-pastore. Nell’imminenza della visita di Vladimir Putin al Papa abbiamo incontrato padre Anthony per parlare di ciò che unisce cattolici e ortodossi (che è molto di più di ciò che separa).

L’attuale papa Francesco si è presentato in piazza Francesco come “il vescovo di Roma che presiede nella carità tutte le chiese”. Con questo “vescovo di Roma” si possono fare passi avanti nel dialogo ecumenico e in che modo?

Ormai il dialogo tra ortodossi e cattolici ha una storia consolidata ed è destinato a svilupparsi su diversi livelli: sia a livello teologico che pratico. Sicuramente un grande promotore del dialogo tra le chiese è stato il papa emerito Benedetto XVI. Noi speriamo che anche con il papa attuale il nostro dialogo continuerà a intensificarsi. È passato poco tempo da quando si è insediato papa Francesco e già sono stati realizzati due incontri con il metropolita Hilarion, che è il capo del dipartimento delle relazioni estere del Patriarcato di Mosca. Il dialogo è oggi più che mai necessario per affrontare i drammatici problemi che l’umanità nel nostro tempo storico affronta: i valori cristiani si stanno dileguando, soprattutto il valore di base della famiglia. Di fronte alla crisi dell’uomo contemporaneo le diverse Chiese possono parlare la stessa lingua: la lingua della Parola di Dio.

I fedeli ortodossi in Italia provengono tutti dal mondo dell’immigrazione russa (e slava) o ci sono anche Italiani convertiti?

La Chiesa ortodossa russa è rappresentata in Italia da sessanta parrocchie ed è prima di tutto chiesa di emigranti: di fedeli provenienti dal territorio canonico del patriarcato di Mosca. Queste persone hanno bisogno di una chiesa, di un parroco, di un aiuto spirituale: il Patriarcato di Mosca ha risposto a queste esigenze mandando sacerdoti in Italia. Vorrei sottolineare che nessuna di queste chiese o comunità parrocchiali è stata fondata per una “pianificazione dall’alto”: il punto di partenza è stato sempre la richiesta dei fedeli ortodossi immigrati in Italia di avere un punto di riferimento religioso. Ogni anno il numero delle parrocchie è in continua crescita: oggi l’Ortodossia è la seconda confessione in Italia dopo quella cattolica.

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La Chiesa di Santa Caterina

Proprio l’8 dicembre festeggeremo i 210 anni della comunità ortodossa russa a Roma. Per quanto riguarda l’altra domanda (gli Italiani che si sono avvicinati all’Ortodossia) bisogna considerare che ci sono alcune parrocchie di rito ortodosso russo con preti italiani: la prima di queste due nacque quaranta anni fa a Bologna.

Lei menzionava il festeggiamento dell’anniversario il prossimo 8 dicembre: è una data nella quale ogni anno la Chiesa Cattolica festeggia l’Immacolata, la Madre di Dio. Indubbiamente il tema della venerazione mariana è uno dei grandi motivi di unione tra cattolici e ortodossi.

Nella Chiesa Ortodossa la venerazione della Madre di Dio è molto forte e le icone che la rappresentano occupano un posto fondamentale nella nostra vita religiosa: penso alle icone della Vergine di Kazan, di Vladimir. I russi sono convinti che molti eventi importanti della loro storia nazionale siano legati all’aiuto della Madre di Dio.

Anche il culto dei Santi, al quale il mondo protestante fermamente si oppone, crea un ponte tra ortodossi e cattolici.

Aggiungerei anche la venerazione delle reliquie dei santi. Per noi l’Italia è una “terra santa”: una terra benedetta dalla presenza di tantissime reliquie di santi che noi ortodossi veneriamo. Siamo molto grati alla Chiesa Cattolica che ci ha sempre permesso di celebrare le liturgie in alcune chiese dove ci sono reliquie importanti: penso alla basilica di San Clemente dove sono conservati i resti di San Cirillo, il santo che trasmise agli slavi la scrittura…

L’alfabeto cirillico, desunto dai caratteri dell’alfabeto greco!

E ogni anno il 24 maggio noi celebriamo questa ricorrenza religiosa, che è anche una grande festa nazionale russa.

Possiamo anche ricordare la chiesa di San Nicola a Bari.

Certo, dove si celebra ogni settimana la liturgia ortodossa. Per queste occasioni ci sono tantissimi pellegrini che dalla Russia, dall’Ucraina, dalla Moldavia vengono per venerare questi Santi, nei luoghi sacri in cui sono conservate le loro reliquie.

Un maestro di spiritualità per avvicinarsi all’essenza del cristianesimo ortodosso?

Non c’è una risposta universale a questa domanda; tanti secoli di spiritualità hanno prodotto tanti maestri, che sono andati incontro alle diverse esigenze particolari dei fedeli. Se vuole sapere il maestro al quale in particolare mi ispiro: San Giovanni di Kroonstad.

Nel Novecento la cultura ortodossa ha espresso grandi nomi come Soloviev e Florensky che possono anche fecondare con le loro intuizioni la filosofia e la scienza occidentale.

Vi è poi l’autorevole affermazione di papa Francesco, che tornando dal suo viaggio in Brasile ha indicato il nome di Dostoevskij, come un autore fondamentale per comprendere la spiritualità ortodossa e russa.

E viceversa, un autore della tradizione teologica occidentale che l’ha interessata in particolare?

Devo ammettere che non sono un esperto di teologia cattolica e tuttavia posso dire che ho sempre trovato negli scritti e nelle omelie del papa emerito Benedetto XVI insegnamenti di grande profondità. Penso che lui abbia una conoscenza molto precisa della spiritualità orientale, dei teologi ortodossi.

Lei incontrerà Vladimir Putin nel corso della sua visita a Roma?

Il viaggio non prevede incontri tra il Presidente della Federazione Russa e delegazioni delle chiese ortodosse in Italia, perché la visita di Putin in Vaticano è appunto la visita di un Capo di Stato con un altro Capo di Stato.

Possiamo pensare che il tema della pace e quello delle comunità cristiane perseguitate saranno i punti più importanti in agenda.

Non possiamo prevedere come si svilupperà il dialogo tra i due interlocutori, tuttavia i temi che lei ha indicato sono di scottante attualità.

@barbadilloit

 

Di Alfonso Piscitelli

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