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Anniversari. Il professor C.S. Lewis tra Narnia e la forza di parola fede e amore

Pubblicato il 22 novembre 2013 da Francesco Filipazzi
Categorie : Cultura

narniaUn giorno uno studioso inglese, latinista e appassionato di storia romana, disegnando su una cartina i percorsi delle antiche strade romane, si imbatté nell’antico villaggio di Narnia, che oggi si chiama Narni e in antico indoeuropeo Naharna. Quello studioso era Clive Staples Lewis, un professore di Oxford con una fantasia vastissima che di li a poco avrebbe dato vita alla saga senza tempo delle Cronache di Narnia, uno dei capolavori letterari del ‘900. Un personaggio  interessante, che oltre alle opere di fantasia, fra cui ricordiamo fra le altre le notevoli “Lettere di Berlicche”, ha prodotto testi apologetici di pregio, in cui parla dell’esistenza di Dio e espone la sua teoria sulla continuità fra religione pagana e cristiana, che secondo il professore, di fede anglicana, non erano in contrapposizione ma il completamento l’una dell’altra. Concezione che non mancò di influenzare il grande amico e collega Tolkien, con cui Lewis dibatteva frequentemente di temi religiosi e con il quale animò il gruppo degli Inklings, un club oxfordiano di discussione letteraria, in cui erano presenti artisti del calibro del poeta Charles Williams.

La conversione al cristianesimo da parte di Lewis, avvenuta con lo zampino di Tolkien, è parte fondamentale del suo immaginario ed è riconoscibile in modo abbastanza chiaro in personaggi come Aslan, chiara figura cristologica. Assieme al papà degli Hobbit, Jack (soprannome inventato dagli amici) sposò l’idea di creare una mitologia di chiara matrice anglosassone. Sviluppando così il tema del viaggio come ricerca del senso della vita e quindi come mezzo di rinascita, nacquero opere come “Il viaggio del Veliero”, chiave di lettura vera e propria di tutto il ciclo di Narnia.

Lewis fu in grado di raccontare anche la durezza cui ci sottopone il mondo con il capolavoro “Diario di un dolore”, in cui narra in modo struggente il suo amore per Joy, la moglie morta nel 1960 per un tumore osseo, per cui l’autore provava un sentimento profondo e  definito addirittura insano da alcuni amici. Cleve Staples Lewis lasciò questo mondo il 22 novembre del 1963, dopo averlo arricchito e raccontato con la forza della parola, della fede e dell’amore.

@barbadilloit

Di Francesco Filipazzi

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