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Cultura. “I Fiori del male” riflessioni originali tra antico e contemporaneo

Pubblicato il 19 novembre 2013 da Giuseppe Contarino
Categorie : Cultura

Screenshot from 2013-11-19 12-43-05Il nome scelto per la testata è forse tra i più immaginifici ed evocativi, il primo impatto vagamente disorientante, forte come un sorso di assenzio in un ritrovo di bohemiennes: i Fiori del Male (www.ifioridelmale.it), daily magazine online diretto da Luca Sommi, richiede qualche istante prima che il lettore riesca a trovare la propria rotta in un affascinante dedalo di caratteri neri e titoli rossi. L’apparenza bicromatica nasconde in realtà infiniti mondi e sentieri variegati, multiformi come l’ingegno di Odisseo, eterogenei come la Storia e le storie che hanno modellato nei secoli il nostro Paese.

Partiamo dalle firme: colpiscono subito i nomi celebri di Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Oliviero Toscani, Giordano Bruno Guerri. Accanto a questi vi sono poi numerose altre firme che spiccano, come Paola Veneto, per originalità di scrittura e scelta dei temi. Ogni autore, una rubrica. E quindi un percorso, una prospettiva, un viaggio, l’aspirazione a voler “comporre un quadro vivo e reattivo di una moderna riflessione su tanti ambiti della cultura antica e contemporanea”, come affermato sullo stesso sito.

Un progetto che, attraverso l’educazione estetica, mira a creare uno spazio libero ed aperto, come un’agorà di greca memoria, dove chi ha idee potrà esporle senza preclusioni di appartenenza o estrazione culturale. “In forma scritta o video, quotidianamente, gli autori interverranno su molteplici temi: attualità, letteratura, arte, cinema, teatro, musica, fotografia, architettura e tutto ciò che possa contribuire ad un confronto intellettuale profondo e libero”.

Chiaro quindi l’intento formativo degli autori, tutt’altro che stantio ed accademico ma anzi volto a incuriosire e stimolare il lettore, a far nascere in lui uno spirito critico, un’educazione al gusto attraverso parole d’ordine come bellezza, arte, armonia, tradizione ma anche sperimentazione.

Che siano scatti fotografici d’eccezione, riflessioni sul patrimonio artistico o sulla filosofia, l’arte culinaria, la musica, in concreto, poco importa: sono tutti spunti, piuttosto, per concedersi una passeggiata in questo giardino virtuale, apparentemente fuori dal mondo eppure intimamente vicino al centro di tutte le cose. Un spazio più unico che raro dove poter respirare beatamente un po’ d’aria fresca, pulita, lontano dai miasmi della mediocrità e della volgarità di questo nostro mondo moderno.

@barbadilloit

Di Giuseppe Contarino

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