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Arte. Buttafuoco racconta Battiato pittore e visionario senza maestri

Pubblicato il 6 novembre 2013 da Fernando M. Adonia
Categorie : Cultura

battiato pittore 01Tra il Battiato che suona e il Battiato che dipinge c’è un Battiato che, nutrendo entrambi, scandaglia il segreto intimo di una scienza remota, quella del cuore”. Il ritratto qui proposto – come se non lo si fosse capito già – riguarda Franco Battiato. A tinteggiarlo è Pietrangelo Buttafuoco, che ha firmato, per il mensile Arte, una intervista dal sapore certamente antologico al cantante siciliano.

“Un visionario senza maestri”, è il titolo del racconto realizzato dall’autore de Le Uova del drago. Il Battiato raccontato, stavolta, ha ben poco a che vedere con le sette note ed i testi criptici delle sue canzoni. Dal 1989, infatti, il musicista etneo si dedica alle arti figurative. Dipinge, per essere più precisi.

Una passione nata soltanto con l’andare degli anni. Spiega, appunto, Battiato a Buttafuoco: “Non sapevo disegnare. A scuola prendevo 1, il mio voto nei compiti in classe era quello. Avevo – racconta – come un blocco dentro di me, un qualcosa che m’impediva di procedere alla regolare esecuzione del cerchio, del quadrato e della linea retta. Ero negato”.

Una rivelazione che stupisce – e non poco – lo specialissimo intervistatore giunto fin dentro la casa di Milo del cantautore siciliano: “E com’è possibile? I suoi quadri hanno, infatti, una luce viva”. Una lucentezza che proviene, però, delle regioni remote dello spirito umano e non dalla tecnica. Un sforzo artistico che recupererebbe, ad un primo sguardo, le suggestione iconiche spiegate al grande pubblico da Pavel Florenskij. Una interpretazione alla quale, però, Battiato si oppone con finezza: “Più che l’Estremo Oriente, il Medio Oriente. Il mio riferimento nella pittura – rivela a Buttafuoco – è il Monte Athos, non la Russia”.

Ci troviamo innanzi ad uno Battiato sempre più esploratore, insomma. Una anima in cerca di Dio e della sua alterità. Un uomo che trema, però, davanti ad un eccessivo abbassamento dell’essenza divina operato, in questo primo anno di pontificato, da Francesco: «E’ un cammino fatto di secoli e secoli, la meta è lontana, e questo Papa, che mi è simpatico, sbaglia a umanizzare Dio».

@barbadilloit

Di Fernando M. Adonia

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