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Il caso. I Dr. Martens cambiano proprietà: sopravviverà la filosofia del marchio punk?

Pubblicato il 26 ottobre 2013 da Francesco Filipazzi
Categorie : Cultura

drmartensDi questi tempi, neanche i simboli di intere generazioni sono immuni da cambiamenti. Uno dei marchi storici della moda punk, vero e proprio segno distintivo, gli anfibi Dr Martens, ha infatti cambiato proprietario, passando dalla R.Griggs&co al fondo di investimento Permira, per una cifra che si aggira attorno ai 300 milioni di sterline. Permira non è nuovo a questo tipo di operazioni, avendo già gestito Hugo Boss e Valentino. Nell’operazione sono state coinvolte anche Barclays e Rothschild, per advisoring finanziario e consulenza. Stando alle dichiarazioni dei nuovi amministratori, però, la filosofia del marchio non verrà intaccata, quindi gli anfibi più famosi del mondo sono “culturalmente” salvi. Almeno fino a prova contraria.

Nata all’inizio del ‘900, la R.Griggs, si specializzò nella produzione di scarpe per minatori e anfibi militari. Successivamente, nel 1960, acquisì dal tedesco Dottor Maertens il brevetto per produrre un nuovo tipo di scarpe, più resistenti, che presero poi il nome di Dr Martens. Simbolo della classe operaia e dei lavoratori, il modello a 3 buchi venne utilizzato sin da subito dal movimento sindacale e dalla sinistra progressista. La cultura punk affiancò gli anfibi alla sneakers e i gruppi skinhead, nazionalisti e non, iniziarono a utilizzare gli anfibi a 10 buchi nel corso degli anni, che divennero loro tratto distintivo. Anche molte star, sin dall’inizio, utilizzarono le Dr Martens. Il primo fu il leader degli Who, Pete Townshend, l’ultima Rihanna, contribuendo ad accrescerne il mito.

@cescofilip

Di Francesco Filipazzi

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