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Culture. Al Roma Fiction Fest i vent’anni di X-Files (tra Hemingway e Nietzsche)

Pubblicato il 3 ottobre 2013 da Santi Cautela
Categorie : Cultura

the-x-files“Non potrà mai essere meglio di così” sono le parole che Frank Spotnitz ha usato durante la sua masterclass al Roma Fiction Fest per descrivere il momento più bello che ha vissuto lavorando ad X-Files.

Il momento più bello a cui si riferiva era la premiere di Fight the Future, il primo film che portò la serie della Fox sul grande schermo nel periodo di massimo appeal. In occasione del ventennale del masterpiece americano più famoso nel mondo, Roma abbraccia il co-autore della serie: Frank Spotnitz, premiato alla kermesse internazionale dedicata alle fiction e alle serie tv. Lo sceneggiatore, lo scorso lunedì, ha intrattenuto i fan, senza traduttori o giornalisti a moderare, lasciandosi scappare qualche succulento “scoop”. Parliamo di XF3, così come codificato dalla community, ossia del terzo film cinematografico che vedrà come protagonista ancora una volta il tandem più fortunato delle serie tv: David Duchovny e Gillian Anderson. In molti si aspettano un terzo film che scavi più a fondo la “mitologia” annessa al duo, rispetto a “Voglio crederci”, secondo tributo alla serie, che ha mischiato più azione e thriller, rispetto alle aspettative generali del fan-globe.

I vent’anni di X-files, vengono celebrati nell’Auditorium della musica di Roma,  tra i numerosi appassionati provenienti da mezza Italia, al seguito del sito Beyond The Sea che da sempre “coordina” l’allegra brigata. Durante questa manifestazione è stato lo stesso Spotnitz a scegliere due episodi cult da lui scritti, e ripresentati per la speciale occasione capitolina. Gli episodi in questione sono “Memento mori” (stagione 4, episodio 14) e “Milagro” (stagione 6 episodio 18), entrambi caratterizzati da un pathos che va oltre i must di X-Files, ossia quelle strutture narrative che hanno caratterizzato la serie, con i due agenti chiamati a risolvere misteriosi e macabri delitti dall’aura soprannaturale. X-Files è la serie che ha unito due generazioni e che ha accompagnato gli anni 90’ al loro epilogo, con ben 9 stagioni originali, una serie spin-off dedicata ai Lone Gunmen, altri personaggi che ruotano attorno a Mulder e Scully, e ben due film usciti al cinema, rispettivamente tra la quinta e la sesta stagione e l’ultimo, 5 anni fa, dopo la nona stagione.

Molti tra sociologi e critici hanno provato a spiegare i motivi del successo di X-files, che ha “inventato” un genere, o forse, sarebbe meglio dire, dopo Dead Zone, e dopo “ai confini della realtà”, ha confermato un testo narrativo di difficile nomenclatura. La serie creata da Chris Carter nel lontano 1993, è sì un poliziesco-horror con venature di giallo e fantasy, fantascienza e thriller, ma è soprattutto la lunga love story tra Mulder e Scully che trascineranno la loro fitta collaborazione, insieme alla crescente tensione sessuale lungo tutta la storyboard. E poi ancora, perché in chiave semiotica, personaggi come Mulder rappresentano quegli antieroi cosi cari all’immaginario collettivo, che da Don Chisciotte in poi hanno avuto fortuna o sfortuna, a seconda dei punti di vista. Dai mulini a vento agli omini verdi, l’agente dell’Fbi dedito al suo lavoro, trasforma la professionalità a missione, arrivando a rinunciare a tutto per il valore supremo: la verità. Quella che secondo il suo “informatore” (altro celebre personaggio della serie) “si può nascondere tra due menzogne”, quella che porta eroi come Mulder a lottare contro il Governo Americano e a chi detiene, citando l’Uomo che fuma, “il potere dentro il potere”.

E noi in questo non possiamo che vederci una rielaborazione moderna dei personaggi di Conrad e di Hemingway con richiami a Nietzsche. E poi c’è Scully, donna forte e sicura, che maschera i suoi sentimenti dietro la sua scienza granitica, duramente messa alla prova dalla fede di Mulder e dalla fede in Dio. Sarà proprio la sua dicotomia tra fede e scienza a tenere il personaggio su un alto piedistallo di spessore emozionale, che alla fine si rivelerà incredibilmente umano. Ecco, perché X-files è un racconto di alieni e uomini in nero, fantasmi e diavoli, potenti e comparse, ma la cosa che infastidisce di più, laddove l’oscurità lambisce i nostri duri schemi mentali, è che X-Files sia comunque una storia di umana passione che ha unito l’amore alla magia, l’oscurità alla speranza, le verità alla Veritas. Che crediate agli angeli o agli omini verdi poco importa. Su queste domande metteteci una grossa X.

@barbadilloit

Di Santi Cautela

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