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Cultura. Arriva in Italia il “bunraku” la magia del teatro delle marionette giapponesi

Pubblicato il 29 settembre 2013 da Elena Barlozzari
Categorie : Cultura

burnantePrima assoluta del bunraku in Italia. La magia delle marionette giapponesi, sinora sconosciuta ai nostri palcoscenici, andrà in scena al Teatro Argentina di Roma. Doppio suicidio d’amore a Sonezaki (Sonezaki shinju) è il titolo dell’opera, originariamente scritta nel 1703 dal grande maestro Chikamatsu Monzaemon e delicatamente riletta dall’artista fotografo Sugimoto Hiroshi, così da rendere nella tradizione un tocco armonico d’innovazione.

Ambientata nel 16° anno dell’era Genroku (1703) ed ispirata ad un fatto di cronaca accaduto in quell’anno, è il racconto drammatico del gesto suicida di due innamorati: Tokubei, commesso di un negozio di soia, e della sua amante Ohatsu.

Il burnaku nasce nel XVI secolo dalla combinazione tra recitazione, shamisen (chitarra giapponese a tre corde) e marionette. Amore e guerra, i grandi temi raccontati attraverso corpi apparentemente vivi, finemente abbigliati e sapientemente “guidati” dai maestri burattinai, veri e propri illusionisti.

Le marionette “semiumane” nel corso del tempo hanno subito un’evoluzione profonda, perfezionandosi  nei meccanismi espressivi ed ingigantendosi (circa due terzi del corpo umano), fino a richiedere il lavoro di tre manipolatori contemporaneamente. Questi ultimi, invisibili al pubblico, entrano in scena vestiti di nero e col volto coperto da un cappuccio di garza, così da non distogliere l’attenzione degli spettatori dai protagonisti animati.

Un palcoscenico largo e profondo, suddiviso in piani successivi marcati da balaustre di altezze diverse, costituisce l’artificio scenico che rende dinamico il flusso spettacolare e la dialettica tra natura ed artificio.

Un’occasione imperdibile per arrivare, senza muoversi dalla poltrona, al cuore di una cultura millenaria in sole due ore e venticinque minuti di spettacolo, in lingua originale con traduzione simultanea in cuffia. Considerando che il burnaku è stato riconosciuto bene intangibile del Giappone e designato anche dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’umanità, stupore e gradimento sono garantiti.

Di Elena Barlozzari

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