
Per lungo tempo, le informazioni sulla vita dello scrittore Emil Cioran, così come sulla sua opera, sono rimaste frammentarie. Un’infanzia nei Carpazi rumeni, una formazione filosofica brillante e al contempo ribelle, dubbie convinzioni politiche poi rinnegate, un trasferimento a Parigi inizialmente casuale e poi definitivo, libri scritti in segreto in un appartamento di rue de l’Odéon: e questo era tutto. La sua condizione di marginale lo ha protetto dalle convenzioni mediatiche ed editoriali, da quella famosa “circolazione delle idee” che Albert Camus gli suggerì di abbracciare durante un incontro – non senza una certa condiscendenza. Eppure, questa marginalità ha sempre impedito ai lettori di Cioran di conoscere veramente l’uomo i cui aforismi infrangono le illusioni.
Certamente, saggi, studi e omaggi dedicati a Cioran abbondano, ma nessuno si era mai cimentato nel raccontare la storia dell’uomo dall’inizio alla fine. Un vuoto finalmente colmato da Cioran, ovvero la gioiosa disperazione di Anca Visdei (L’Archipel, 2025), opera insignita del Premio Goncourt per la biografia, la cui edizione tascabile è prevista per giugno 2026.
Anca Visdei, anch’essa di origine rumena, si è formata in drammaturgia a Bucarest. In fuga dal regime di Ceaușescu, ha ottenuto asilo politico in Svizzera, dove ha completato gli studi in giurisprudenza e criminologia all’Università di Losanna, prima di stabilirsi a Parigi. Autrice di opere teatrali rappresentate a livello internazionale e sceneggiatrice per la televisione e il cinema, scrive anche romanzi, saggi e, più recentemente, una serie di biografie: Anouilh, Welles, Giacometti…
Genesi di un’opera
Cominciamo con un verdetto (espresso da una giuria composta da una sola persona, ma non importa): ai biografi dovrebbe essere tolto il diritto di scrivere biografie, e il compito dovrebbe essere affidato a drammaturghi e romanzieri. Perché ciò che conferisce al Cioran di Anca Visdei il suo sapore autentico è proprio la sua capacità di tessere un universo, popolare la sua narrazione con una galleria di personaggi e cambiare abilmente il pennello a seconda che stia delineando un panorama sociale o l’intimità di un’anima.
La mitezza delle province rumene, le tensioni della Bucarest tra le due guerre, dove tradizionalisti e modernisti, cosmopoliti e fascisti si scontrano, la superbia della Germania nazista e gli emigrati che ricostruiscono le loro vite a Parigi: tutto può essere ascoltato, compreso, sentito e vissuto sfogliando le pagine. A volte ci addentriamo nella vita di Cioran attraverso i suoi occhi, ottenendo una visione d’insieme attraverso i ricordi della sua infanzia e le sue relazioni significative; Visdei, tuttavia, non esita ad allontanarsi di tanto in tanto dal suo protagonista, dedicando capitoli agli ambienti sociali e alle correnti intellettuali che influenzarono Cioran nel corso della sua vita, o a figure influenti del suo tempo: Nae Ionescu, Mihail Sebastian, Benjamin Fondane, Eugène Ionesco, Jean Paulhan, Henri Michaux… E attraverso le loro storie, Visdei ci mostra che la Storia non è altro che una macchina macinatrice azionata da un sadico gusto per il caso.
Naturalmente, questa ricchezza di contesto non sostituisce il contenuto biografico su Cioran. I suoi anni formativi, la scoperta dei temi centrali della sua opera, il passaggio dallo stile di scrittura rumeno a quello francese, il mutamento delle sue convinzioni politiche, gli anni trascorsi a Parigi, così come le sue amicizie, i suoi amori e le sue vicissitudini, sono descritti a lungo, con una penna erudita e ironica. Va sottolineato che questo libro non è in alcun modo un elogio funebre. Al contrario, Visdei a volte è spietato nei confronti di Cioran, smascherando i suoi momenti di codardia, compromesso, divagazioni ideologiche o semplice mediocrità – nel vero senso della parola: quella di un essere imperfetto come te e me.
L’arte di “scrivere biografie” in modo diverso
Chi conosceva Cioran lo descrive come gioviale, accogliente e spiritoso, ben lontano dall’immagine veicolata dall’oscurità dei suoi scritti. Anca Visdei è una di queste persone. Per questo, oltre al suo stile narrativo e alla profonda conoscenza della Romania, questa biografia non avrebbe potuto avere un autore migliore. I lettori di Cioran hanno finalmente trovato un compagno per le pagine consunte di *L’inconveniente di essere nati* e *Le vette della disperazione*: un compagno che ci ricorda che un uomo non è altro che l’incontro tra il suo carattere e il suo secolo. (dalla rivista francese Elements)
Anca Visdei, *Cioran o la gaia disperazione*, Éditions de l’Archipel, 2025, 456 pp., €22.





