Al seguito di amici di famiglia, con due figlie più o meno mie coetanee, da bambino andavo a sciare all’Abetone. Una Fiat 600, grigia come l’asfalto della strada. sempre più coperto di neve sporca man mano che salivamo (allora l’inverno faceva ancora il suo mestiere), era il nostro mezzo di locomozione.
Lungo la strada del Brennero*, che tra mille curve comincia ad inerpicarsi per l’Appennino una volta superata Lucca, la prima tappa obbligata prima di arrivare alle località sciistica è la Val di Lima. Ecco, d’un certo punto compare, in alto sulla destra, misterioso come un fantasma, Lucchio, frazione di Bagni di Lucca. “E’ oramai disabitato”- si diceva a noi bambini, attoniti alla vista di quel gruppo di casupole aggrappate a una roccia quasi strapiombante. Sulla sua sommità, a circa 800 m. di altezza, si intravedono dalla valle i resti di una rocca, che pare vigilare sul villaggio. Naturalmente le case viste da lontano, sembrando sovrapposte, ingigantivano in noi fanciulli l’alone di mistero di quel borgo, emotivamente attratti dal suo fascino arcano e, al contempo, pieni di curiosità per quel che potesse nascondere.
Non ero mai entrato a Lucchio. Ci sono andato in età matura per esaudire un desiderio insoddisfatto. Ebbene, è tutto vero, tutto come la nostra mente di bambini fantasticava 60 anni fa. La strada carrabile. che porta al paese, è impervia ai limiti del percorribile, il paese è praticamente… deserto. Abitanti 33, secondo l’ultimo censimento: sarà, magari l’ora in cui son capitato, ma non ho incontrato anima viva. Chiesa chiusa, unico bar-ristorante (un Circolo Endas) altrettanto. Solo voci, provenienti da qualche abitazione. Il terrore “sacro” della nostra innocenza era dunque giustificato.
Mi sono allora inerpicato lungo il sentiero che conduce alla località Croce a Veglia, dov’è possibile godere di una visione panoramica mozzafiato. A Nord Est le cime dell’Appennino tosco-emiliano, a Sud Ovest la piana di Lucca e quella di Pisa. Di qui passava un’antica via di pellegrini, che trovavano rifugio e ristoro nello Spedaletto, di cui rimangono pochi ruderi, e tale tracciato coincise poi con un breve tratto della Linea Gotica.
Capisco perché la Repubblica di Lucca fece di Lucchio un avamposto militare strategico. Di fronte a tale stupore, mi vien spontaneo ricordare l’incipit del Salmo 8: “O Signore nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!”.
*Statale che, partendo da Pisa, congiunge Toscana e Alto Adige, attraverso Emilia e Veneto, toccando Lucca, Modena, Verona e Trento.