Il bivio tra la libertà della Biennale di Venezia e i ministri della Censura Ue
C'è un presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che tenta di fare ciò per cui è stato scelto: cultura. E ci sono i ministri della censura che vogliono imporre il proprio diktat: la libertà è nemica della cultura politicamente corretta ed approvata
No, la libertà no! L’Unione europea interviene pesantemente nel dibattito sulla presenza degli artisti russi alla Biennale di Venezia. Non s’ha da fare! In realtà non c’è nessun dibattito. C’è un presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che tenta di fare ciò per cui è stato scelto: cultura. E ci sono i ministri della censura che vogliono imporre il proprio diktat: la libertà è nemica della cultura politicamente corretta ed approvata.
La stessa logica utilizzata per lo sport. Mattarella invoca la pace olimpica per Giochi da cui sono stati esclusi i russi, colpevoli di aver invaso l’Ucraina, ma non gli israeliani che hanno invaso Gaza sterminando decine di migliaia di donne e bambini. Però gli esclusi avrebbero dovuto rispettare la tregua mentre gli inclusi potevano proseguire i massacri.
Per la cultura si ripete il copione. Porte aperte, a Venezia, per israeliani e statunitensi che hanno attaccato l’Iran e porte chiuse per i russi.
Buttafuoco ha provato a rompere lo schema, ad ignorare il doppiopesismo e l’ipocrisia. A ricordare a ministri della censura e non della cultura, che l’arte va al di là degli schieramenti di partito e degli interessi di mercanti di armi. Con scarsi risultati. Gli ipocriti, che avevano finto di indignarsi per il divieto di un’università di ospitare una lezione su Dostoevskij, hanno chiarito che i russi sono accettati solo se morti da più di un secolo. Meglio se da due.
E, naturalmente, contro Buttafuoco si è scatenata l’immancabile canea degli idioti sui social. Anche lui – come Cardini, Tarchi, Krancic, Veneziani ed altri – è diventato una “zecca rossa” per aver osato compiere una scelta non approvata dal ministro Giuli. E, per di più, dopo aver confermato alla guida del Festival del Cinema quell’Alberto Barbera scelto per capacità e competenze e non per fedeltà politiche.
Una chiara provocazione, quella di Buttafuoco. Che merita una risposta ben più dura di quella dell’Unione europea: l’assalto social degli analfabeti di sola andata che non tollerano la libertà poiché collegata all’intelligenza. Inaccettabile.
Purtroppo l’ imbecillità politica e non solo non ha limiti. Quegli inetti di Bruxelles che si dicono democratici ma che in realtà sono una banda di dittatorelli minacciano di tagliarei i fondi alla Biennale se ospita artisti russi. Questi poveracci insistono col Nemico ignari di cadere nel ridicolo. Buttafuoco li mandi dove devono andare e se ne infischi. Certo, a Giuli bisogna fare i complimenti.
Purtroppo l’ imbecillità politica e non solo non ha limiti. Quegli inetti di Bruxelles che si dicono democratici ma che in realtà sono una banda di dittatorelli minacciano di tagliarei i fondi alla Biennale se ospita artisti russi. Questi poveracci insistono col Nemico ignari di cadere nel ridicolo. Buttafuoco li mandi dove devono andare e se ne infischi. Certo, a Giuli bisogna fare i complimenti.