
Checco Zalone è il nome d’arte e il nome originale del personaggio di Buen camino, film di Gennaro Nunziant,e che uscirà nelle sale da Natale. Il personaggio in questione è un rampollo di un capitano d’industria, che ha fatto i soldi coi divani. Quando, all’improvviso, la figlia sparisce apparentemente nel nulla, il bamboccione, che pensa solo a una fantasmagorica festa per i 50 anni, si mette a cercarla e scopre che la ragazzina sta facendo il cammino di Santiago. Una diciassettenne, più matura dei suoi giorni, si trova così a condividere il percorso con un padre insulso, che finora l’aveva trascurata. Naturalmente il viaggio sarà l’occasione per conoscersi e, buon per Zalone – buffo protagonista -, per camminare su passi diversi dalla vita fatua condotta fino a quel momento.
Si ride. Eccome se si ride. Piovono battute irriverenti su palestinesi ed ebrei, ma è un politically scorrect che non stona dal buon gusto anche se, lì per lì, sorprende visto che il film è fatto anche con denaro ebraico. Diverte soprattutto nella prima parte, dove Zalone, rampollo vuoto e anche un po’ idiota, diventa più serio col passare del tempo: Checco, il personaggio, si ravvede da errori e superficialità. Il difetto è la sceneggiatura, fin troppo lineare e semplice, che ricalca cliché visti e rivisti. Il pregio è lo scanzonato comportamento di Zalone che, in qualunque ruolo, strappa risate e sorrisi. Compito non facile nemmeno per un comico, vista la penuria di copioni davvero divertenti, pure per gli addetti ai lavori.
Buen camino di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari, 90′. Nella sale dal 25 dicembre





