Attrice e cantante, ricercata e talentuosa, capace di rinnovarsi, Ornella Vanoni (1934-2025) attraversa quasi 70 anni della scena musicale, e non solo, dell’Italia. Nata borghese – scuola dalle Suore Orsoline, collegi all’estero – condivide l’avversione di altre “ben nate” per le regole. La noia di non “saper cosa fare nella e della vita” la spinge a diventare un’artista alternativa.
Incubo per pochi, sogno per tanti
Amata dal pubblico e dalla critica, Ornella Vanoni diventa la voce e l’interprete per la particolare gestualità delle canzoni “resistenziali” (Ma Mi) e della Mala (Hanno ammazzato il Mario), genere creato dal suo pigmalione e amante, Giorgio Strehler.
Ornella indispone alcuni: è ironica, arrogante, affascinante, curiosa, sfrontata, sofisticata, inconfondibile. E’ un modello per altre, soprattutto borghesi come lei. Nel “liberare” le italiane, ben prima della legge sul divorzio e sull’aborto, precede di una generazione Patty Pravo.
Ornella Vanoni, sul versante artistico, attraversa generi e tendenze: la musica brasiliana: Tristezza; L’appuntamento (brano da Mina rifiutato per trasgressività); Senza paura. Il jazz:Ma l’amore no, La donna cannone. Il pop:Domani è un altro giorno; Ti voglio, Domani no. La musica d’autore: Senza fine, Che cosa c’è. E quella contemporanea: Non era presto per chiamarti amore; L’infinito.
Venendo dal Piccolo Teatro di Milano, arriva sul piccolo schermo con un Carosello per il dentifricio Colgate, dove canta la sigla. Appare sporadicamente sul grande, ma è memorabile in un capolavoro: I viaggiatori della sera, scritto da Umberto Simonetta, prodotto, interpretato e diretto da Ugo Tognazzi.
Sul grande schermo nuda oltre i 40
E’ il 1979 e Ornella ha 44 anni. Eppure può permettersi di interpretare un’adultera senza sensi di colpa, personaggio che, prima di lei, il cinema italiano concedeva solo ad attrici straniere. Ornella vi offre un nudo che giustifica, per il suo personaggio, l’esser oggetto di una contesa disperata – è il caso di dire – nel lussuoso campo di sterminio per pensionati che fa da sfondo alla vicenda.
Ma il grosso pubblico associa il suo nome quasi solo a canzoni: Una ragione di più, Due come noi, La musica è finita sono inni per un buon numero di cinquantenni. E poi ci sono le cover di varia matrice: Riccardo Cocciante (Poesia), Elodie, Ilditonellapiaga (Ti voglio), Delta V (L’infinito), Bungaro e Pacifico (Bisogna imparare ad amarsi) e Colapesce e Dimartino (Toy Boy).
Semplicemente Ornella, poliedrica in ogni aspetto. Unica donna a vincere due Premi Tenco (1981) per la canzone d’autore, una Targa Tenco (1984) e, nel 2022, il premio Tenco Speciale, istituito per celebrare la sua straordinaria carriera.