
La Tradizione come mito incapacitante. Questo pensiero, negli anni Novanta, era di coloro che intendevano allontanarsi dal mondo tradizionale per svelare che la modernità andava abbracciata e coniugata con il proprio agire. Il tempo, e i fatti, hanno dimostrato che si trattava di un’interpretazione errata e che un modo per vivere la Tradizione c’era e c’è. Lo illustra bene un libro: essere uomini della Tradizione non significa leggere libri tradizionali e basta ma esiste anche un’altra via, parallela, per vivere la Tradizione e opporsi alla modernità decadente con precise pratiche.
Il libro è Tradizione Formazione Rivoluzione, che assomma fascicoli dedicati a ognuno di questi temi pubblicati negli anni Novanta e oggi riuniti dagli autori, la Comunità Militante Raido. Definiti “Quaderni del militante della Tradizione” servono a orientare quanti si avvicinano alla Tradizione e, dopo averne compreso il vero senso, offrono suggerimenti e insegnamenti per imparare a vivere nel mondo moderno con un’ottica tradizionale. Ma chiariamo: che cosa è la Tradizione? La Tradizione non è legata al passato né al presente o al futuro: è eterna, al di là del tempo. Riguarda ciò che è permanente, che ci portiamo interiormente, legato a un sentire profondo. E’ anche il limite entro il quale possono essere definite le innovazioni che si apportano alla vita e che nell’insieme rendono viva la Tradizione stessa. E’ qualcosa di metastorico, agisce lungo le generazioni, dando forza e concretezza a istituzioni, leggi, principi comunitari che si sostanziano nel tempo con l’affermazione di una visione dinamica.
Sulla base di questa semplice definizione segue una domanda logica: che fare per vivere la Tradizione? Il libro suddetto è un manuale che quindi educa i lettori e li orienta. Come? Con la Formazione, con quello che l’uomo della Tradizione deve studiare, vivere e approfondire. In altre parole, attualizzare i principii con la propria condotta tenendo fede, con onore e fedeltà, ai valori precipui incarnati dalla Tradizione. E’ la prassi della Virtus, è conoscere se stessi per divenire ciò che si è per visione del mondo. Educare se stessi e scolpire il proprio carattere uniformandosi a un comportamento romano, antimaterislista e antiindividualista nel senso comunitario.
La Rivoluzione, invece, può avere una doppia lettura: quella esteriore della rivoluzione che intende costituire un sovvertimento tale da eliminare l’ordine costituito per instaurarne uno nuovo ma è soprattutto l’esito di un lavoro interiore, il rivolgimento radicale che avviene interiormente, che porta a non riconoscere i criteri basilari sui quali si fonda il mondo moderno. La Rivoluzione nel senso tradizionale riporta nel miglior modo la ricerca interiore e la definizione del proprio carattere adattandolo agli studi, agli esercizi fisici e quelli spirituali, alla ricerca della Virtus ma anche della Verità e Giustizia.
Il testo è stato scritto, come detto, dalla Comunità Militante Raido di Roma che, il 21 aprile scorso, ha compiuto trenta anni di vita e ha ampliato il settore della formazione affiancando alla preparazione teorica pratiche fisiche e spirituali che hanno arricchito i giovani. Un libro vissuto, quindi, che ha tratto ispirazione dalla militanza spirituale. Dall’incontro della comunità Raido con la casa editrice Il Cinabro è emersa anche l’attività editoriale, il dibattito su autori e opere tradizionali. Oltre, come già accennato, altre attività sportive, escursionistiche, conferenze, concerti.
La visione tradizionale si sostanzia principalmente nella visione del mondo adeguata ma anche un lavoro da compiere continuamente, quotidianamente. Perché il mito incapacitante della modernità non finisca per cancellare l’anelito spirituale alla Tradizione.
Comunità Raido, Tradizione Formazione Rivoluzione, Ed. il Cinabro, pagg. 245, euro 15.00. Ordini: www.cinabroedizioni.it





