Carlin Petrini ci mancherà: era il più identitario della sinistra (e difese con Slow food le tradizioni italiche)
Pubblichiamo una foto che lo ritrae con l'allora principe Carlo e con l'ex ministro dell'Agricoltura Gianni Alemanno, che evidenziò le sintonie con la destra sociale nella cura dei simboli enogastronomici delle origini
Il modernismo a tavola lo aveva disintegrato a colpi di prosciutto di Sauris o di San Daniele. Carlo Petrini era il simbolo vivente di come l’identitarismo avesse sostenitori anche a sinistra: l’inventore di Slow Food aveva fondato un sodalizio per difendere le tradizioni dei territori e l’enogastronomia delle origini, facendo muro rispetto alle accelerazioni del capitalismo in versione alimentare, sostenuto dal cinismo delle solite multinazionali a caccia di profitti a discapito della terra, come nel caso della battaglia per introdurre nel Belpaese gli Ogm.
Slow Food
Ecco, Slow Food era un ossimoro a sinistra, la negazione del progressismo odiatore delle tradizioni: nasceva come una costola dell’Arci, come Arcigola, poi divenne un’associazione autonoma che ha seminato identitarismo, tutelando le biodiversità e i prodotti più iconici della tavola italiana per tutto lo Stivale.
Una foto del 2004 di Carlin Petrini con Gianni Alemanno e Carlo d’Inghilterra
Qui pubblichiamo una foto con Gianni Alemanno, allora ministro dell’Agricoltura, e con il principe Carlo d’Inghilterra: aveva un approccio non settario e non coltivava pregiudizi, ma dialogava anche con la destra sociale…
Una frisa contro il progressismo
Carlo Petrini era il più identitario della sinistra, ha demolito il modernismo ottuso dei post-marxisti a colpi di frise e vini Igp. Per questo lo ricordiamo con stima e anche divertimento, perché nessuno come lui ha mostrato le contraddizioni e il fiato corto di chi ha l’ossessione per la cancellazione delle origini.