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Il caso (di G.deTurris). L’ossessione antifascista contro Tolkien e una sua lettura tradizionalista

Pubblicato il 13 Novembre 2018 da Gianfranco de Turris 
Categorie : Cultura Politica

Una immagine con i personaggi del Signore degli Anelli, capolavoro di Tolkien

Chi si fosse recato giovedì 25 ottobre al Circolo ARCI RitmoLento in via San Carlo 12/a a Bologna per assistere all’incontro “Dialoghi su Tolkien” promosso dal circolo letterario “Le Torri di Merlino”, sarebbe rimasto deluso e sconcertato. L’incontro risultava sospeso, anzi del tutto annullato. Come mai? Erano malati entrambi i relatori? Affatto, semplicemente i responsabili di RitmoLeno avevano ricevuto una email che li sconsigliava di far svolgere quell’incontro dato che veniva considerato incongruo con le attività antirazziste e antifasciste dell’Arci. Il pressante consiglio immediatamente accettato ed eseguito a onta del none del circolo, era firmato “Federico Guglielmi”, uno che a quanto pare preferisce i (suoi) monologhi su Tolkien ai dialoghi preannunciati. Ma chi è mai costui per avere tanta ascendenza e da indurre a cassare una manifestazione culturale concordata e preannunciata da tempo? Il quarantacinquenne Guglielmi altri non è che il famosissimo Wu Ming alla Quarta, uno dei componenti del variegato e non omogeneo collettivo che usa questo pseudonimo cinese che vale per Senza Nome – i singoli che si fondono in una firma valida per tutti – ed il cui blog si intitola nientepopodimenoche al generale Giap (il che è tutto un programma).

Ma quali i motivi del disinteressato e indecente consiglio? Li conosciamo perché l’ARCI ha girato la missiva a “Le Torri di Merlino” e questo a sua volta ai diretti interessati che ne hanno parlato su Facebook suscitando l’indignazione generale di fronte ad una decisione scandalosa soprattutto per i morivi addotti. Vale a dire, quelli esplicitamente dichiarati non certo dall’ARCI che invece di fronte alla richiesta di spiegazioni dei conferenzieri ha taciuto parlando ipocritamente di “criticità”, ma che invece sono evidentissimi nella missiva del Guglielmi medesimo.

Ma chi sono i due relatori penalizzati sino a questo punto? Due sprovveduti attivisti politici? Sono Gianluca Comastri, che ha diffuso la scandalosa faccenda su FB, autore di un’opera in due volumi di alto livello, Le lingue degli Elfi della Terra di Mezzo (L’Arco e la Corte, Bari 2018), e Giovanni Costabile autore del notevole Oltre le mura del mondo. Immanenza e trascendenza nell’opera di J.R.R. Tolkien (l Cerchio, Rimini 2018). Due specialisti inattaccabili sul piano delle conoscenze tolkieniane. Ma attaccabili, specie il secondo, su un altro piano, ma extraletterario, quello ideologico o meglio politico che con Tolkien in sé – tema della conferenza – nulla hanno a che vedere.

 Infatti nella email che è stata girata ai diretti interessati, il Guglielmi  (alias – o meglio aka come preferisce dire – Wu Ming alla Quarta) se la prende con Costabile in quanto esponente di una interpretazione cattofascista di Tolkien, reo di aver pubblicato per un editore di estrema destra come Il Cerchio, e – quasi peggio! – di fregiarsi della introduzione di Oronzo Cilli il quale, pensate un po’ che orrore,  da giovane è stato missino e da adulto un “protegé di Alemanno” e candidato alle elezioni di Barletta nel 2011 nella lista del PDL, all’epoca al governo. E tutto questo sarebbe stato secondo il Guglilmi incongruo e imbarazzante, e non invece pluralista e democratico come sarebbe logico pensare. Ma gli spazi della sinistra, come il circolo ARCI RitmoLento non possono permettersi simili contaminazioni, non possono permettersi un confronto tra opinioni diverse, e quindi l’incontro, dietro questo suggerimento cogente, è stato annullato di punto in bianco senza proporre spiegazioni né soluzioni alternative. Bologna è pur sempre “la rossa”, no?   

Lo scandalo per certa gente nel 2018 sta qui, e deriva tutto dalla mentalità neocomunista di chi si ripara dietro queste “accuse”. Non vale la qualità della tua opera, non vale la notorietà internazionale (che Wu Ming alla Quarta non possiede), ma vale solo la presunta appartenenza politica per essere degno di parlare o meno.

Arduini e WuMIng4

Dopo che Gianluca Comastri ha reso noto in Rete la censura è iniziato un polemico dibattito dove il nostro Guglielmi alla Quarta ne è uscito con le ossa rotte, ma ha evidenziato anche  l’atteggiamento inaudito dell’AIST, l’Associazione Italiana di Studi Tolkkieniani, che di fronte alla evidenza di tanta faziosità non solo non ha preso posizione esplicita per la libertà di espressione di tutti, ma quasi quasi ha giustificato l’incauto  censore. E’ ovvio del resto: Wu Ming alla Quarta è uno dei padri fondatori dell’AIST, ed il suo presidente, Roberto Arduini, è un giornalista de l’Unità, e come tale ha l’imprimatur dei neocomunisti. Infatti ha utilizzato lo stesso metro di giudizio del suo maestro scrivendo nel luglio 2017 sul sito dell’AIST un lungo pistolotto accusatorio nei confronti di quella che sprezzantemente definisce Scuola Tradizionale, cioè tutti gli studiosi che interpretano l’opera di Tolkien secondo un metodo mitico-simbolico, negandone il valore e contestandone l’applicazione. E in base a cosa lo fa? 

Il sistema ha una storia lunga e autorevole, e inizia da Lenin e Stalin per poi proseguire sino a Togliatti: tutti coloro che nell’ambito della cultura non sono allineati alla ideologia uffciae del partito e non usano la metodologia critica del marx-leninismo (e poi di Lukàcs) sono “nemici del popolo” e quindi da boicottare, emarginare e condannare, ancorché siano grandi scrittori, poeti, letterati, scienziati, artisti, magari premi Nobel. Sicché da quando Arduini e Guglielmi hanno conseguito flop clamorosi a ripetizione cercando di criticare quelli che ritengono i loro “nemici” sul piano della interpretazione tolkieniana, sono dovuti scendere sul piano ideologico per demonizzarli in base al rozzo schema che se sei “di destra” hai torto a prescindere, mentre se sei “di sinistra” hai ragione a prescindere. E infatti che l’Arduini abbia pubblicato e curato un libro (il Kalevala) per la casa editrice di estrema destra Il Cerchio non si ama proprio rinnegarlo: evidentemente non lo considera un fatto esecrabile come invece lo è per Giovanni Costabile!

Insomma, nel 2018 questi illustri personaggi hanno resuscitato la nobile professione del commissario politico, occhiuto controllore e censore di quel che ideologicamente non va nei vari ambiti della vita pubblica, e vorrebbero portarci indietro nel tempo, al Sessantotto quando “ammazzare i fascisti non era reato” e magari al 1918 e seguenti quando i “nemici del popolo” venivano fucilati o mandati nei gulag per essere “rieducati”. Fuor di metafora: cancellare a suon di quelle che per loro sono accuse infamanti (ti occupi anche di certi autori, leggi certi libri, fai la introduzione a certe opere, ti ispiri a certi filosofi non graditi) una critica tolkieniana a loro invisa perché non la capiscono e accettano per odio ideologico-politico, dimenticando pluralismo e dialettica democratica. Vorrebbero che l’unico metodo interpretativo di Tolkien (e della letteratura fantastica in genere) fosse il loro e solo quello. Ma si può ancora ragionare così? Come ha scritto uno dei censurati, Gianluca Comastri: “Ci sono fatti a cui non si vorrebbe mai assistere”.

E se ad essere annullata fosse stata una loro conferenza in base a criteri solo politoci a contrario, cosa mai sarebbe successo? Turi, fulmini e denunce di attentato alla libertà di espressione da parte dei “fascisti” ovviamente, magari una indignata articolessa su Repubblica a firma della mia ex collega Rai Lipperini che è una esperta di queste cose: in  una trasmissione radiofonica su Tolkien in più puntate diede spazio critico soltanto ai signori Arduini e Guglielmi dimenticandosi – ma che caso! – di tutti gli altri. Preclaro esempio del pluralismo del servizio pubblico…

La loro faziosità, saccenza, arrogante prepotenza li perderà, come in  politica ha perduto, ad esempio, un D’Alema. Nonostante che si vantino di andare a fare cicli di conferenze su Tolkien nelle università italiane. E’ grottesco che un Guglielmi che nega la libertà di parola vada all’ateneo di Treno per tenere un corso su come si devono interpretare le parole di Tolkien… 

Fortunatamente la conferenza negata da Wu Ming alla Quarata e dall’ARCI  essa si è svolta sabato 6 novembre presso il Caffè Letterario Notturno Sud, via del Borgo di San Pietro 123/G, Bologna. E così si è potuta constatare di persona la grande pericolosità delle interpretazioni cattofasciste tali da togliete il diritto di parola garantito dalla Costituzione in questa Italia ipocrita del politicamente corretto.

@barbadilloit                                        

Di Gianfranco de Turris 

2 Responses to Il caso (di G.deTurris). L’ossessione antifascista contro Tolkien e una sua lettura tradizionalista

  1. I Wu Ming sono veramente incommentabili, rappresentanti del più ottuso e settario antifascismo al caviale, eredi del peggior Furio Jesi, cosa che purtroppo per loro è pure un complimento. Ribolle il sangue nel sentir ancora oggi storie di questo tipo, incredibile, e poi loro sarebbero i “democratici”…

  2. “E infatti che l’Arduini abbia pubblicato e curato un libro (il Kalevala) per la casa editrice di estrema destra Il Cerchio…”

    Pare, del resto, itilizzando indebitamente il lavoro altrui: http://bifrost.it/FINNI/Fonti/Kalevala-Avviso.html

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