
La Germania si è decisa a non considerare i debiti come un peccato. L’ossessione per il pareggio a tutti i costi ha contribuito alla crisi, e ora si trova a dover intervenire per risanare strade e ferrovie, ponti pericolanti, e dare contributi alla sanità e alle scuole, aumentare stipendi e pensioni. Non basterebbero 1.000 miliardi, ma le casse sono vuote, e da sinistra si riesuma la vecchia idea di stangare i ricchi con una tassa straordinaria sul capitale, e aumentando le tasse sull’eredità. Non ha mai funzionato in nessun Paese. I veri ricchi mettono al sicuro all’estero il capitale, e a pagare alla fine è la classe media, che si scopre ricca. A sua insaputa.
Persone: esenti fino a 1 milione
La Linke, il partito dell’estrema sinistra, prevede una quota esente di 1.000.000 di euro a testa per le famiglie. Le aziende saranno esenti fino a 5 milioni. I beni delle società verranno tassati come appartenenti ai singoli soci, in rapporto alle loro quote. Chi usa uno yacht di lusso sarà tenuto a pagare la tassa, anche se è intestato a una società di navigazione e batte bandiera straniera.
Trappola per contribuenti
L’imposta sul capitale venne abolita nel 1997. In teoria allora avrei dovuto pagare l’1% all´anno sul valore dei miei mobili o di qualche quadro di valore, se ne avessi dichiarato la proprietà, o l´avesse scoperto qualche ispettore delle finanze. Una trappola in cui potevano cadere i contribuenti, che volevano dedurre dalle imposte la stanza in cui lavoravano, calcolando la quota sull’affitto o sulle spese di condominio. Il funzionario veniva a controllare e scopriva, magari in salotto, il capolavoro, un quadro di famiglia ereditato dal bisnonno, di cui si ignorava il valore. Dubito che sia capitato sia pure una sola volta.
Armadio del ‘700: ora è un lusso
A mia moglie e a me piacciono i mobili antichi, fuori moda e non cari. Anni fa, Fernanda ha comprato un armadio barocco del 1700, rimasto invenduto a un’asta, per il prezzo di un paio di armadi dell’Ikea, bello e massiccio, poco pratico. Lei lo usa per conservare colori e tele. In passato avremmo dovuto pagare 100 o 200 euro di imposte per l´uso di un mobile.
20 anni dopo
Una signora nostra amica, rimasta vedova vive in un grande appartamento, che dovrebbe valere 8.000 euro a mq, un milione e 600.000 euro, ma suo marito lo comprò 20 anni fa per 200.000 euro. E´ diventata ricca per la speculazione edilizia, e oggi per la Linke su 600.000 euro oltre la quota esente dovrebbe pagare 60.000 euro, più di quanto riceve di pensione. In Germania sulle case si paga l’imposta fondiaria, diversa dall’Imu italiana che è sul valore dell´immobile, ma che non è aggiornato. In base al valore di catasto, la nostra amica a Roma pagherebbe, se non sbaglio, 200 euro all´anno.
Autogoal economico
La Linke calcola che dalla stangata sui ricchi lo Stato potrebbe ricavare 147 miliardi di euro, quanto basterebbe per coprire il disavanzo di un anno. Ma l’Istituto per la ricerca economica è scettico, e mette in guardia: il risultato per l’economia potrebbe essere disastroso.
Ricordo Torino, anni ’60…
Come tassare le aziende familiari? A ogni passaggio di generazione, gli eredi dovrebbero pagare milioni sul valore delle aziende, immobili e macchinari, sulle riserve in banca, e sulle scorte nei magazzini. E dovrebbero rinunciare a investimenti vitali per diversi anni. Quando ero cronista alle prime armi a Torino, negli anni ’60, i giornali pubblicavano ogni anno la dichiarazione dei redditi dei cittadini più ricchi. E ogni volta qualcuno gridava allo scandalo, perché non vi compariva Gianni Agnelli, come se fosse nullatenente, Ma lui aveva già pagato con la cedolare secca le tasse dovute sulle azioni Fiat. E le proprietà, case e ville, suppongo fossero intestate a società.
Miliardari? No, grazie
Ines Schwerdtner, capa della Linke, insiste: “Non si tratta solo di soldi, è un problema morale, in Germania non ci dovrebbero essere miliardari”. Ma al contrario della morale cattolica, quella luterana non condanna la ricchezza: chi è fortunato, o più laborioso, ha il dovere di impiegare parte dei suoi redditi per aiutare i poveri, che a loro volta si dovrebbero meritare l’aiuto.
Supermercati Lidl
Christian Görke, esperto economico della Linke, fa un esempio: un imprenditore, che ha una catena di negozi del valore di 46,5 miliardi di euro, dovrebbe pagare una tassa una tantum dell´11% o 12%, circa 5 miliardi di euro. “Non sarà certo ridotto in povertà”, conclude. Non è un esempio teorico, spiega la Frankfuter Allgemeine, si riferisce a Dieter Schwarz, proprietario della Lidl. È poco probabile che abbia una tale somma in banca da versare al Finanzamt, e sarebbe costretto a vendere alcune filiali, e difficilmente troverebbe compratori per negozi parte di una catena.
Il Manager Magazin calcola che sarebbero colpite proprietà per 4.200 miliardi di euro di 1.000.000 e 300.000 contribuenti. Stefan Bach, esperto finanziario, prevede che i contribuenti cercherebbero rifugio all’estero prima dell’entrata in vigore della riforma. Sarebbe già un successo se le entrate fiscali arrivassero al 20% dei 147 miliardi calcolati dalla Linke. E gli investitori stranieri si terrebbero alla larga dalla Germania.






