
C’è chi le chiama bugie bianche, ma in realtà vale il titolo – perfetto – del film di Gabriele Muccino. Niente menzogne, semplicemente, Le cose non dette.
Ci sono due coppie, Elisa e Carlo (Miriam Leone e Stefano Accorsi), Anna e Paolo (Carolina Crescentini e Claudio Santamaria). La prima non può aver figli, la seconda ha una bambina che “odia” la mamma, in evidente crisi psicologica. Carlo, che è un docente di filosofia, s’innamora però di una studentessa, Blu, che lo segue anche nel viaggio a Tangeri, sperando che per lei lui – come promesso – lasci la moglie, incinta del prof. Senza rivelare altri dettagli, basti dire che in Marocco la situazione esplode.
Un quintetto esplosivo
Una pochade o poco più? Ma c’è un’interpretazione più sottile. Ogni personaggio trattiene per sé qualcosa che non dice. Carlo non comunica nemmeno al suo migliore amico Paolo del legame con la ragazza. Meno che mai ne parla alla moglie, che dice di amare. Anna cova una rabbia mai completamente sfogata. Elisa e Paolo sono confidenti di segreti di nessuna importanza.
Un telaio. insomma. che si sfalda lentamente. Muccino lo usa per sottolineare i danni e le conseguenze di quelle sospirate “cose non dette”. Non c’è l’intento di demonizzare la bugia, quanto l’interesse di sottolineare equivoci, problemi e silenzi che si riflettono anche nel rapporto del docente e dell’allieva, tutto sorrisi, baci e alcove, devastate come campi di battaglia.
Ogni relazione diretta, indiretta o incrociata, non si sottrae alle cose non dette, che quindi vengono invece rivelate in quella che, sulle prime, pare una confessione a uno psicologo, di cui si ascolta solo una sorta di voice over, che lascia, fin dalla prima scena, il dubbio su chi sia l’interlocutore fantasma.
Amore e famiglie
Mistero chiarito solo alla fine, con un piccolo colpo di scena, che rende la confezione e il montaggio del film decisamente superiori a una trama banale, da rasentare la peggior commedia teatrale.
Ne esce però un film apprezzabile, che parla di amore, ma soprattutto di famiglie, come nei canoni preferiti dal regista, perché intelligentemente Muccino mescola le carte, dando il primo piano assoluto al racconto delle omissioni, invece che alla banalità dell’intreccio.
Le cose non dette di Gabriele Muccino, con Miriam Leone, Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Claudio Santamaria, 114′






