
Da Berlino – In occasione della festa nazionale, il 3 ottobre, che è anche la festa dell’Unità delle Germanie, i tedeschi si sono detti insoddisfatti della loro democrazia. In un sondaggio della Welt, testata del gruppo Springer, vicino alla Cdu-Csu, la percentuale di chi darebbe un voto positivo è la più bassa dal 1998, quando il Cancelliere Helmut Kohl, dopo 16 anni, fu sconfitto da Gerhard Schröder.
Era un’altra Germania. L’Spd vinse con oltre il 42%, sei punti in più della Cdu/Csu di Kohl, il Cancelliere della riunificazione. Erano ancora due grandi partiti popolari. Agli altri restavano le briciole: i verdi erano al 6%, il Pds – oggi diventata la Linke – al 5,1%, poche migliaia di voti sopra il minimo del 5% occorrente per entrare in Parlamento. L’Afd non esisteva, e l’Npd, partito dell’estrema destra, era all´1%.
Sempre secondo il sondaggio di questi giorni, l’Afd è prima col 26%, alla pari con la Cdu-Csu; i socialdemocratici perdono due terzi e sono al 14%, quasi alla pari con i verdi, al 12; la Linke è al 10%. Se si votasse domani, la coalizione di Merz non avrebbe più la maggioranza. Una doppia bocciatura per il Cancelliere, personale e per il suo governo.
Alice Weidel è al 27%
Nella classifica dei politici cui i tedeschi danno almeno la sufficienza, Merz perde in un mese 6 punti e scende al 27%, quasi alla pari con Alice Weidel, leader dell’Afd, che sale al 26%, due punti in più.
La Germania è sempre più simile alla Francia. Se il Cancelliere venisse eletto direttamente, come il Presidente francese, a Berlino, Frau Alice potrebbe giungere al primo posto; in Francia Madame Le Pen fu sconfitta, perché tutti i partiti si coalizzarono per far vincere Macron. Ma il governo, sempre come a Parigi, a Berlino non potrebbe funzionare.
Solo il ministro del riarmo è gradito
Nella scala di gradimento, quasi tutti i politici perdono punti nell’ultimo mese. Al primo posto si conferma il socialdemocratico Boris Pistorius, ministro alla Difesa, col 56%: 4 punti in meno. Cattivo segno che il più apprezzato sia chi spende oltre 100 miliardi di euro nel riarmo. Segue al 34%, un punto in meno, il cristiano-democratico, Johann Wadephul, ministro degli Esteri. Lars Klingbeil, vice-cancelliere, ministro alle Finanze, e capo dell´Spd, non perde punti, è fermo al 31%. Ma non può essere soddisfatto: domenica scorsa i socialdemocratici hanno perso in diverse città, alle elezioni comunali nella Nord Renania-Westfalia, dove si trova la Ruhr, rossa dai tempi di Bismarck, perfino col III Reich.
Se i tedeschi sono insoddisfatti dei ministri, è inevitabile che boccino anche il governo: solo il 23% dà la sufficienza alla coalizione. Mai una percentuale così bassa è stata raggiunta da una coalizione dopo solo 5 mesi.
Ancora più preoccupante il giudizio dei tedeschi sullo stato di salute della loro democrazia: il 56% per cento è insoddisfatto e teme che in un prossimo futuro la situazione peggiori; il 42% dà la sufficienza, ma la percentuale è diversa tra est e ovest. A 35 anni dall’unità (estate 1990), i soddisfatti nell’ex Ddr sono appena il 31%, contro il 45% nelle regioni occidentali. Ciò spiegherebbe in parte il successo all’est dell’Afd, prima o seconda nelle 5 regioni orientali.
La Russia? No, non fa paura
Sui motivi dell’insoddisfazione, al primo posto è il pericolo dell’estremismo, col 32% all’ovest e col 79% all’est, seguito dal cattivo funzionamento delle istituzioni e dall’immigrazione incontrollata. La minaccia russa è al quarto posto, con solo il 9%. La percentuale sembra in contraddizione con il voto dato al ministro della Difesa. Ma Pistorius è uno dei pochi che paia capace di agire. Schröder vinse 27 anni fa, perché i tedeschi erano stanchi di Kohl, dopo 16 anni; ma 4 anni dopo essi votarono ancora per lui, nonostante i tagli allo Stato sociale, necessari per uscire dalla crisi. E ancora, dopo 3 anni, Schröder perse solo per poche migliaia di voti contro Angela Merkel.
I tedeschi sono forse delusi da Merz e dal suo governo non per le sue decisioni, ma perché ancora non è riuscito a iniziare le riforme promesse. Energico a parole, perde tempo, mentre i suoi ministri litigano.







Benissimo!!!!!!!!!!!!!
Schröder è il massimo responsabile della ‘degermanizzazione’ del suo Paese. Un losco figuro. Kohl era un gigante….