
Sabato 3 ottobre è stata la festa della riunificazione, avvenuta il 3 ottobre 1990: 36 anni dopo, la Germania è unita nel colore blu dell´Afd, più intenso all´est, appena più chiaro all´ovest. Nel giorno delle celebrazioni, è stato pubblicato il risultato del sondaggio, disastroso per Friedrich Merz: l’Afd sale ancora dell’ 1% e arriva al 30%; la Cdu/Csu del Cancelliere scende di 1% e arretra al 18%, il più basso nella storia, a livello nazionale. Ma nel Meclemburgo, lo scorso 20 settembre, non ha raggiunto il minimo del 5% .
L´Spd è ferma al 14%, alla pari coi verdi (- 1%), la Linke è ferma al 10%. Insieme, socialdemocratici e cristiano democratici, alleati nel governo federale, superano di poco l´Afd. Se si votasse domani, non avrebbero più la maggioranza.
Nel 2018, quando Merz tentò di tornare in politica, e fu bloccato da Angela Merkel, l´Afd era al 18%. Promise allora che – se fosse stato lui a comandare – l´avrebbe dimezzata. E’ stata invece la Cdu/Csu, che era al 33%, a perdere quasi metà dei voti. Nel febbraio 2025 Merz vinse le elezioni con il 28,5% e l´Afd giunse seconda col 20,8%. Oggi la Cdu/Csu ha il 10% in meno e l’Afd il 9% un più: non sale solo nella ex Ddr, ma in tutta la Germania.
A primavera il declino avanzerà?
Tra 7 mesi si voterà nella Nord-Renania Westfalia e, secondo le previsioni, l’Afd potrebbe quadruplicare i voti: dal 5,4% di 5 anni fa, al 22%. La Cdu scenderebbe da 35,7% al 29%, e l´Spd dal 26% al 14%, quasi dimezzata. La regione – 34.000 kmq. – più popolosa con 18 milioni di abitanti, la terza per ricchezza, per anni è stata roccaforte dei socialdemocratici. Il premier della regione è Hendrick Wüst, 51 anni, possibile successore di Merz, se costui si dimettesse prima della fine del mandato. Neanche lui riesce a fermare l´Afd e così vorrebbe vietarla: cioè non sa che fare. Si può mettere fuori legge il partito che, nel febbraio 2025, ha ottenuto più di 14 milioni di voti?
Si chiede anche di annullare il voto nella Sassonia-Anhalt, dove il 6 settembre l´Afd è giunta prima, con oltre il 44%, e le mancano 3 seggi per la maggioranza. Se si tornasse alle urne, otterrebbe forse la maggioranza assoluta. A Berlino, dove si è votato il 20 settembre, si sono rifatti i conti, correggendo un errore, per 34 schede irregolari un seggio per elezione diretta è passato dalla Cdu all´Afd. La legge elettorale prevede due voti, uno ad personam, il secondo a un partito, che può essere diverso, e si possono eleggere più candidati del previsto. I seggi sono diminuiti da 158 a 153, e una coalizione degli altri partiti che escluda l´Afd avrebbe una maggioranza di due o tre seggi. Che cosa potrebbe accadere fra 3 anni, alle elezioni nazionali?
Il presidente Steinmeier? E’ turbato
Frank-Walter Steinmeier, presidente della Repubblica, nel discorso per la festa nazionale, ha detto parole gravi: la democrazia in Germania è in pericolo. E ha ammonito i tedeschi a non farsi sedurre dagli opposti estremismi, non solo a destra. A Berlino, la probabile sindaca sarà Elif Eralp, della Linke, che propone la confisca degli alloggi delle grandi società immobiliari e mezzi pubblici gratis [nel 2022-2025 è avvenuto a Genova, ma col Comune di centro-destra]. Programma irrealizzabile: anche la Ddr rispettava, in parte, la proprietà privata. Non è colpa solo degli elettori, che si lasciano manipolare. I ministri al governo continuano a litigare e non trovano un compromesso.
L´Afd guadagna voti per la crisi politica e economica, e propone di riallacciare i rapporti con la Russia, e finirla con gli aiuti all’Ucraina, se non tratta la pace. Due venerdì fa a Berlino migliaia di giovani hanno dimostrato contro la guerra e il ritorno alla leva obbligatoria. Il tg dell´Ard, il primo canale pubblico, ha trasmesso un servizio, lasciando parlare i ragazzi. Appena 2 minuti, ma qualche mese fa la protesta sarebbe stata ignorata.
Da Italia Oggi







Certo, la democrazia secondo Merz, Steinmeier è proprio singolare. La spudoratezza oltrechè l’ inettitudine politica è ai massimi livelli. Il bello è che in Europa si ciancia tanto di democrazia da parte dei cosiddetti progressisti che non tollerano l’ esito elettorale di alcuni Paesi criticando Russia, Cina e quant’ altro. Ridicoli
il divieto la fortifica