Eduard Limonov è tutto quello che sognano di essere i borghesi delle metropoli occidentali. Tutto quello che non potranno mai diventare. Poeta, scrittore, ma anche flâneur ed esule tra New York e Parigi, il fondatore dei NazBol è un archetipo: esteta armato, ribelle, contestatore, intellettuale disorganico, tenacemente patriottico, eurasista dal coraggio smisurato.
A sei anni dalla sua morte, la sua biografia “Limonov”, scritta da Emmanuel Carrère, resta una lettura chic, ma è dall’incontro con i suoi testi che se ne misura la levatura letteraria e politica. Racconta il carcere, l’esilio e proprio per questo l’amore smisurato per le radici e la patria. Una piccola casa editrice, Gog, ha pubblicato, con le note di un intellettuale colto ed equilibrato come Giannicola Saldutti, “Ideario di un figlio di puttana”: si tratta di un’antologia tra il personale e il politico. Non è un libro definitivo e proprio questo lo rende indispensabile: ogni articolo riprodotto è una tela nella quale addentrarsi per esplorare l’ampiezza del pensiero politico e letterario di Limonov.
Ed è la conferma del ruolo della letteratura nella politica, della forza che le idee dal potente fascino letterario possono avere nello spazio pubblico. Legge la geopolitica con sano realismo, inquadra Milosevic — leader bistrattato e finito tragicamente — come un politico dedito al proprio popolo, capace di mediazioni dolorose ma necessarie.
Era amato e odiato dall’Orso russo, monitorato dai servizi, ma allo stesso tempo rispettato perché era un dissidente vero, non un ologramma occidentalista; non è mai stato un prodotto di laboratorio dell’estrema destra, né una di quelle marionette create in vitro.
Ideario di un figlio di puttana, di Ed Limonov, Gog edizioni
Il libro di Gog offre anche dettagli eterodossi: dal suo rapporto con Dugin, tra idealità e vanità, alla connessione con i nazionalisti serbi, che rieditavano nei Balcani un socialismo nazionale e armato, mentre l’Occidente minava le fondamenta di quello che restava della Jugoslavia.
L’ultimo brano è dedicato al suo amore, “amore e tormento”, sua unica debolezza. Un ulteriore tratto di umanità in un mondo dove presto anche l’energia dell’esteta armato (ovvero l’antitesi rispetto al retore di “Gomorra”) si tenterà di riprodurla — speriamo senza successo — con l’intelligenza artificiale.