
Il milanese Giorgio Manganelli (1922 – 1990) pubblicò, nel 1986, Giorgio Manganelli , libro da tempo introvabile e ora ripubblicato da Adelphi nell’ambito della riproposizione di tutta la sua opera. Critico letterario, scrittore, traduttore, componente della neoavanguardia che negli anni Sessanta si battezzò Gruppo 63. Manganelli raccolse le recensioni pubblicate fra gli anni metà Sessanta e gli anni Ottanta su varie riviste e quotidiani, scegliendo quelle che riguardano le opere degli scrittori e filosofi i più diversi. Libri di vari generi, presentati sovente con ironia, non mancando di autodenigrarsi sostenendo che “Non c’è nulla di più futile della recensione” e definendo il recensore “il buffone del buffone”. Ma le sue recensioni sono delle perle e spiega poi che la recensione è una forma d’arte, un vero genere letterario, non solo un articolo di servizio per analizzare e informare.
Laboriose inezie è un viaggio che si snoda fra tanti scrittori e opere: da Omero alle Metamorfosi di Ovidio alla Divina Commedia fino alla verifica del senso del Don Chisciotte. Manganelli non tralascia autori cosiddetti minori: Collodi e De Amicis, con Pinocchio e Cuore. Non solo: Manganelli offre spiegazioni utilissime sulla letteratura, sulla lettura, sul fatto che un libro è un “cristallo dalle innumerevoli facce” che può cambiare di significato da lettura a lettura. Inoltre, dedica un capitolo ai classici.
Di particolare interesse quando afferma che non è un dovere civico leggere né un modo per divenire migliori. Una lezione soprattutto per coloro che si agitano nel sostenere che si deve diffondere l’educazione alla lettura, quando invece è un’avventura dell’intelletto, un divertimento dell’intelligenza. E il testo, poi, non deve necessariamente trasmettere un messaggio. Prosegue il viaggio da Virgilio a Pausania, da Aristofane a Marco Polo, da Fucini alle Pasquinate, da Giordano Bruno a Ugo Foscolo, da Giacomo Leopardi, del quale sono analizzati gli scritti giovanili, da Manzoni a Tommaseo, da Carlo Dossi a Oriani, da Francesco de Sanctis ad Alfredo Oriani, alla contessa Lara che considera una vera scrittrice a tutto tondo, da Giovanni Pascoli a Guido Gozzano, da Pietro Aretino a Vittorio Imbriani. Insomma, un catalogo della letteratura redatto attraverso note critiche con le quali stronca, spiega, apprezza, fa scoprire autori poco conosciuti ma che meritano un posto nella letteratura. Leggere questo libro è gustare la scrittura di Manganelli e, insieme, divertimento e apprendimento.
Giorgio Manganelli, Laboriose inezie, Adelphi, pagg. 352, euro 22,00





