Il Ministero degli Esteri russo ha respinto, giovedì scorso, l’ultima offerta sostenuta dagli Usa per finire la guerra tra Russia e Ucraina, con una risposta che accettare un accordo di pace qualsiasi, in questa fase della partita, con l’Ucraina, non risolverebbe mai il conflitto. Il Ministero degli Esteri di Mosca ha criticato duramente la proposta di Usa e Ue di garanzie di sicurezza per l’Ucraina, affermando che esse equivalgono a “un vero e proprio asse di guerra”. L’accordo per l’invio di truppe da parte di Uk e Francia, non appena concordato un “cessate il fuoco”, comporta che esso non ci sarà, poiché significa un atto tipico dell’europeismo reale”: l’invio (altre) truppe della Nato in Ucraina. L’Ue non vuole normalizzare le relazioni con la Russia, riammettendola nell’economia mondiale. Vuole la guerra permanente contro l’Eurasia, proprio come George Orwell avevo intuito per l'”Oceania” nel suo romanzo 1984.
Perdenti sedicenti vincitori
Il commento russo è chiaro: “Il documento è estremamente lontano da un accordo di pace. Non mira a raggiungere una pace e una sicurezza durature, ma a proseguire la militarizzazione, l’escalation e l’ulteriore aggravamento del conflitto”. E ancora: “Il suo elemento centrale è il dispiegamento di ‘una forza multinazionale’ sul territorio ucraino, che la coalizione dovrà formare per contribuire alla ‘ricostruzione’ delle forze armate ucraine e a ‘sostenere la deterrenza’ dopo la cessazione delle ostilità”. La campagna di attacchi a lungo raggio ucraina continua a colpire obiettivi petroliferi, militari e infrastrutturali russi. Gli ucraini sono riusciti a chiudere tutti gli aeroporti della regione di Mosca per 48 ore, costringendo i russi a disattivare le loro reti di telefonia mobile nella stessa area. Siamo di fronte a una capacità di colpire in profondità il territorio nemico, permessa solo dai mezzi dello spionaggio. Senza occhi nel cielo, l’Ucraina non ha capacità di targeting a lungo raggio. Ma ha dei mandanti che gliela offrono.
Dottrina Donald: arma a doppio taglio
Molti ora citano la “Dottrina Monroe”, dichiarazione fondamentale della politica estera statunitense, proclamata dal presidente James Monroe il 2 dicembre 1823. Già due secoli fa vi si dichiarava l’emisfero occidentale chiuso a colonizzazioni e interferenze europee, impegnandosi al contempo a non interferire nelle colonie europee esistenti o negli affari interni dell’Europa. Donald Trump ha sostanzialmente affermato la stessa dottrina, prendendo di mira sia la Cina, sia la Russia, per espellerle da quell’emisfero. Si noti che ciò giustifica, per compensazione, l’acquisizione da parte della Russia di tutta l’Ucraina e di Taiwan da parte della Cina.
Non possiamo però avere entrambe le cose. E così i neoconservatori vogliono gli Stati Uniti dominatori del mondo, mentre il capo di gabinetto di Donald Trump, Miller, ha riconosciuto che il mondo è diviso tra tre imperi: Usa, Russia e Cina. Alla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui egli sarebbe ” molto scontento ” se Pechino attaccasse Taiwan, il ministro degli Esteri cinese ha risposto: “Taiwan è parte inalienabile del territorio cinese. Risolvere la questione di Taiwan riguarda noi cinesi… E’ una questione interna della Cina e non tollera interferenze esterne”. A questo punto la Cina potrebbe imporre un embargo totale a Taiwan, avendo appena ricevuto il via libera proprio grazie alla “Dottrina Donald”. A questo punto potrebbe agire e prendere Taiwan entro aprile.
L’Oreshnik su Leopoli
La Guardia Costiera americana e le forze militari (con l’assistenza britannica) hanno abbordato e sequestrato una petroliera della flotta ombra russa, la Bella 1, nell’Atlantico settentrionale, sanzionata come misura anti-Iran, collegata a terrorismo e criminalità internazionale, incluso Hezbollah. Teoria più che discutibile: la nave aveva attraversato il Canale di Suez e, con quelle dimensioni, poteva farlo solo se vuota… Intanto la Russia ha reagito, per ora, solo a parole e gli Stati Uniti hanno accettato di inviare i due membri dell’equipaggio russo in Russia. La Nato ora sostiene che Putin abbia lanciato un Oreshnik su Leopoli, a meno di 70 km dal territorio Nato. Il messaggio dell’operazionen sarebbe: “Abbiamo missili ipersonici con capacità nucleare e possiamo usarli vicino ai confini della Nato”. In realtà la Russia aveva solo bisogno di mostrare la capacità militare, perché la sua credibilità – in più teatri contemporaneamente – Venezuela, Siria, Iran – era crollata: ogni cliente russo o è caduto o è sotto pressione; la sua flotta-ombra è sequestrata; droni ucraini bloccano Mosca…
La Nato insiste sul fatto che i suoi analisti militari sono scettici sull’effettivo valore dell’Oreshnik. Mentre Putin mette in guardia contro una guerra nucleare, la Nato insiste che è una montatura e che può invadere la Russia anche con una mano legata dietro la schiena…
Anche McNamara capì…
In età avanzata, Robert McNamara – ministro dellla Difesa per Kennedy e Johnson – ammise che gli Usa sbagliavano negli anni ’60 dando per scontato che la Russia fosse dietro alla guerra del Vietnam. E’ lo stesso auto-inganno degli attuali neoconservatori, cresciuti – per ragioni etniche ancor più che poiltiche – nella russofobia. Oggi l’Ue vuole la guerra mondiale usando figurine come la Kallas, così intrise di odio personale da non voler vedere che stanno condannando l’Europa alla sua distruzione finale. Il ciclo suggerisce un’ulteriore escalation. Quando la Kallas ha cercato di minacciare la Cina perché abbandoni la Russia, Wang Yi ha ribattuto che la Cina non ha intenzione di restare a guardare la Russia cadere, perché, sconfitta la Russia, Ue e Nato aggredirebbero lei. L’idea che Ue e Nato possano disgregare la Russia senza altre conseguenze non è politica, nemmeno delle più ciniche. E’ follia.
Perfettamente d’accordo.